La fortuna dei Romani

Finalmente gli scienziati hanno capito perché Roma è Roma e gli altri... qui lasceremmo alla buona memoria del Marchese del Grillo il compito di finire la frase. Gli scienziati, però, non si riferiscono alla Roma del Marchese e neppure a quella attuale. La Città Eterna appartiene, ancora oggi, ai Romani con la “R” maiuscola.

A renderla letteralmente Eterna, ovvero ancora ricca di testimonianze di quell’epoca, è il “cemento” che i Romani usavano per le loro costruzioni. Uso le virgolette perché rispetto al cemento di oggi, quello dei Romani era sui generis. In ogni caso, era fortissimo: un miscuglio di calce e di rocce e ceneri vulcaniche. La scoperta non sta nella composizione del “cemento” romano, nota da tempo, ma nel fatto che esso si indurisce sotto l’azione dell’acqua marina. Questo a causa di una particolare reazione chimica che i Romani forse avevano, sia pure empiricamente, osservato o forse no. Roma, insomma, potrebbe essere diventata Eterna a insaputa dei Romani, il che la dice lunga sulla bontà della teoria dei corsi e ricorsi storici.

Questo naturalmente vale in particolare per certe strutture marine risalenti all’epoca romana: gli scienziati dicono che sono più solide oggi di quando furono costruite. Dubito che tra duemila anni si potrà dire altrettanto delle più recenti palazzine dell’Urbe. L’antica solidità di Roma potrebbe essere frutto del caso, ma la fortuna, si sa, aiuta gli audaci. Mica assessori e geometri.

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