La grande spaccatura

Potreste credere che la divisione di Hillary e Donald sia la più profonda possibile, oppure che la spaccatura tra il “sì” e il “no” sul referendum di dicembre abbia toccato profondità vicine a quella della fossa delle Marianne. Errore: frequentando tali discrepanze ancora nuotate in superficie. A confronto della spaccatura che sto per annunciare, trattasi di bagatelle, dissapori, banali fraintendimenti.

La spaccatura delle spaccature, apparentemente inconciliabile, è tra chi predilige ancora i libri propriamente detti, quelli fatti di carta,e chi ha già fatto il passo - digitale - verso gli “e-book”, i libri fatti di particelle elettroniche che si “scaricano” (sul “reader”) e non si “caricano” (sugli scaffali).

Di questa spaccatura so tutto o quasi perché essa corre, come la faglia di Sant’Andrea, proprio sotto casa mia. Da una parte della faglia ci sto io, il retrogrado “cartaceo”, dall’altra si erge la moglie, convinta consumatrice di e-book, mai stanca di esaltare, in termini perfettamente razionali, la loro praticità: migliaia di titoli occupano giusto lo spazio di un taccuino. Invece di andare in libreria e sentir dire a un giovinastro «Vorrei la Metamorfosi di Kafka ma non mi ricordo l’autore», è possibile far scorrere cataloghi su cataloghi in punta di dito, nella quiete del proprio salotto, e scegliere fior da fiore, anzi bit da bit.

A tutto ciò, io non posso che opporre del sentimentalismo conservatore: ah, l’odore della carta!, ah, la sobria bellezza dei dorsi ben allineati sullo scaffale!

Ogni tanto, c’è però un’occasione di rivalsa. L’altro giorno ho mostrato alla moglie le foto di una libreria di Buenos Aires, El Ateneo, ricavata nel vecchio teatro Grand Splendid: scaffali e sale di lettura al posto della platea e lungo le gallerie; lo spettacolo dei libri tra velluti rossi, lampadari di cristallo e intricate decorazioni d’epoca.

«Non vorresti passarci una giornata in una libreria così?» ho chiesto.

«Certo!»

«E...»

«E prender nota dei libri da comprare poi a casa. Vedi? Basta un clic...»

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