L'incredibile vita di Norman

Regia: Joseph Cedar

Genere: Drammatico

Anno: 2017

Con: Richard Gere, Michael Sheen, Steve Buscemi, Charlotte Gainsbourg, Dan Stevens

Norman Oppenheimer è un affarista, o forse sarebbe meglio dire un faccendiere, newyorkese. A dirla tutta il suo business ruota attorno all'idea di fare il lavoro che gli altri non vogliono fare e/o con cui non vogliono essere ufficialmente legati. Lui è una sorta di consulente autonomo che sostiene di essere un "amico molto buono" di quasi tutti nel mondo dell'ebraismo della Grande Mela. Il suo obiettivo è mettere in contatto questi contatti con tutto ciò di cui potrebbero avere bisogno, nella speranza che in cambio loro lo ricordino sul lungo termine, ampliando il suo accesso a una rete sempre più affollata di "qui pro quo" (nel senso di "una cosa in cambio di qualcos'altro"). Quella di Norman è, in sostanza, una corsa continua a soddisfare i bisogni degli altri nella speranza di trovare un giorno rispetto e riconoscimento da sempre desiderati. E forse Norman alla fine ha ragione: viene infatti eletto Primo Ministro un uomo a cui anni prima lui aveva fatto un favore. I vecchi favori di Norman iniziano a sembrare una moneta che adesso torna indietro con tanto di interessi e quel giorno che tanto aveva desiderato sembra finalmente arrivato. Ma sarà davvero come lo immaginava? Joseph Cedar scrive e dirige (5 anni dopo "Hearat Shulayim" del 2011) una favola politica leggermente comica, molto intelligente e profonda, che vede Richard Gere (già in sala nel 2017 con "The Dinner") impegnato in un ruolo molto lontano dai personaggi che interpreta abitualmente. Al fianco di Gere un cast eccellente che include Michael Sheen, Steve Buscemi e Charlotte Gainsbourg. Un film toccante che riflette sull’importanza delle relazioni e sul bisogno di contare e che affonda le radici, riscrivendola, nella fiaba archetipica dell’Ebreo cortigiano. In questo senso, una delle questioni sottese al film, come lo stesso regista lascia capire, è l'eterno tentativo di capire chi sia un ebreo: “Perché è così odiato? Perché siamo tanto affascinati dal suo ruolo nel mondo?”.