Veltroni: ultimatum a Di Pietro:
"O con noi o con la piazza"

Dopo le offese e gli insulti al Papa e Napolitano in piazza Navona alla manifestazione "No Cav" , il leader del Pd attacca Di Pietro: "o sta con noi o con la piazza". E l'opposizione va in frantumi

Tra insulti e offese da piazza Navona era arrivato l'attacco più poderoso al Cavaliere. I girotondi e Antonio Di Pietro hanno sferrato da piazza Navona l'offensiva contro il <Caimanò e le sue leggi "vergogna".
Ma l'unità degli organizzatori era andata subito  in frantumi quando Beppe Grillo era tornato a criticare "Napolitano morfeo" e Sabina Guzzanti si era  scatenata contro Papa Ratzinger.

Ma il giorno dopo la frattura invece di ricomporsi si è accentuata. E Walter Veltroni a matrix ha lanciato una sorta di ultimatum all'ex pm: o sta con noi o sceglie la piazza, ha detto.

L'assenza del Pd dalla manifestazionee dalle sue "follie", che hanno fatto "il più bel regalo" a Berlusconi, è per Veltroni uno spartiacque, "uno degli atti fondativi del Pd come la scelta di andare da soli". Dal giorno della manifestazione ieri, ha ribadito il segretario Pd, in Italia "c'è un'opposizione riformista che fa i fatti e un'opposizione che fa chiacchiere, un'area che si è espressa in modo caotico e confuso", offrendo uno spettacolo per il quale "Berlusconi avrà goduto".

Il Pd, ha aggiunto,  rifugge da ogni "estremismo" del Cavaliere, come di Beppe Grillo e Sabina Guzzanti e quindi per Antonio Di Pietro, l'alleato che "ha già stracciato gli accordi elettorali", è arrivato il momento di scegliere: "Se sta con Grillo lo dica; se sceglie noi, metta fine a queste manifestazioni".

Veltroni poi ha voluto dare il segno di un consolidamento del suo ruolo nel partito, ha attaccato Parisi, ha ribadito che nel Pd i duellanti sono solo due (" io e D'Alema") e spuiegato che <il partito è uno solo e io mi occupo di farlo più forte".





: Furio Colombo è indignato per i toni della manifestazione e anche il leader dell'Idv sarà costretto a prendere le distanze dai comici.
A Piazza Navona la gente c'è nonostante il giorno feriale ed il sole: gli organizzatori parlano di 30 mila, forse 50 mila pesenze, la questura si ferma a 15 mila.
Si capisce dalle magliette "Fermiamo il Caimano" e da slogan come "Presidente che cuccagna la Carfagna" che i manifestanti sanno che dal palco non si userà il fair play e subito il direttore di Micromega Paolo Flores D'Arcais attacca il "piduista Fabrizio Cicchitto" ed il governo che "vuole l'impunità totale di tutti i criminali".
Ma un baluardo in difesa del presidente della Repubblica era stato eretto subito dal 'presentatorè Mattia Stella, che aveva chiesto in apertura l'applauso per il capo dello Stato. Ed infatti nessuno, prima di Grillo, attaccherà Napolitano e nessuno prima di Marco Travaglio si scaglierà contro il Pd. Il comico se l'è presa con "Napolitano morfeo" accusato di firnare i provvedimenti di Berlusconi. Ma i toni più irriverenti e offensivi vengono da Sabina Guzzanti che affonda l'attacco satirico sulle presunte intercettazioni sessuali fra il premier e alcuni ministri donna e finisce per prendersela anche con il Papa.
Sono proprio queste battute a dividere la piazza. Di Pietro è costretto a prendere le distanze dai comici, Furio Colombo è indignato, sale la protesta dei cattolici, molti dei quali abbandonano la manifestazione.
In precedenza l'ex pm aveva accusato il presidente del Consiglio di attuare un "comportamento da P2", mentre per Travaglio "Berlusconi è la mantide della sinistra". E Paolo Flores D'Arcais ha sostenuto che il premier vuole l'impunità totale.

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