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Gli ultimi trenta si sono laureati meno di un mese fa, il 9 novembre. E il totale degli infermieri sfornati nel 2009 dal corso comasco dell’Università dell’Insubria, attivo al Sant’Anna, è salito a quota 39. Ma i numeri restano molto al di sotto delle esigenze, al punto che quello dell’infermiere viene considerato il profilo professionale più richiesto sul mercato del lavoro.
La domanda, secondo un recente studio di Unioncamere, supera del 50% l’offerta. Nessuno vuol fare l’infermiere? I dati dicono esattamente il contrario, e proprio qui sta il paradosso: «Il corso di laurea è a numero chiuso e quest’anno le domande sono state il doppio rispetto ai posti disponibili - conferma la coordinatrice, Donatella Pontiggia - A fronte di 130 posti, 70 a Varese e 60 a Como, i candidati erano 260». Per evitare che il mercato continui a richiedere invano infermieri da assumere, il collegio Ipasvi avanza tre proposte: aumentare il numero di posti per i corsi di laurea, riconoscere la formazione specialistica (oggi pesa ben poco a livello contrattuale), consentire la libera professione anche a chi è dipendente, per rispondere meglio alle esigenze del territorio e far crescere al contempo gli stipendi.
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