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Sei tele di Chagall viaggiano sul filo del rasoio: rischiano di non arrivare in tempo per l’inaugurazione di domani della grande mostra di Villa Olmo (che aprirà al pubblico sabato) dedicata alle avanguardie russe. Una volta spalancati i portoni della settecentesca villa, sede della sesta maxi rassegna d’arte, i primi visitatori potrebbero trovare nelle sale 6 cornici espositive vuote. Colpa dei tempi ristrettissimi con i quali l’assessore alla Cultura Sergio Gaddi ha dovuto fare i conti per la realizzazione dell’evento artistico più atteso dell’anno. Il via libera alla grande mostra, infatti, è arrivato solo un mese fa dopo una bagarre in consiglio comunale durata ben 7 sedute e che ha visto la maggioranza spaccata in due. Il nodo del contendere è stato il finanziamento che il Comune avrebbe dovuto stanziare per l’organizzazione della rassegna. Da una parte, lo ricordiamo, il sindaco Stefano Bruni, l’area Cl di Forza Italia, la Lega Nord e Alleanza nazionale chiedevano di stanziare al massimo 280mila euro; dall’altra parte 10 consiglieri forzisti di area liberal e tutta l’opposizione (a eccezione di Magatti, Supino e Rapinese) chiedevano un tetto massimo di 400mila. La delibera che ha dato l’ok alle avanguardie russe (titolo completo della mostra è «Chagall, Kandinsky e Malevic: maestri dell’avanguardia russa»). Alla fine è passata la linea dei liberal, ma in giunta l’amministrazione ha sancito un finanziamento di 270mila euro, grazie anche al reperimento di nuovi sponsor privati da parte del sindaco Bruni e dell’assessore Gaddi.
In un mese, quindi, l’assessorato alla Cultura (supportato da Csu) ha dovuto organizzare tutto, chiudere i contratti con 5 musei russi per il prestito di una settantina di opere e concludere gli accordi con una decina di collezionisti privati, anch’essi russi. E sono proprio le tele prestate da 6 collezionisti privati che rischiano di arrivare in ritardo. Attualmente sono conservate nei cavò di banche svizzere di Zurigo e Ginevra. Secondo quanto previsto dovrebbero arrivare domani nel tardo pomeriggio a bordo di speciali veicoli, giusto in tempo per l’inaugurazione. I tempi, però, sono così stretti che basterebbe anche un piccolo imprevisto per ritardarne l’arrivo. Anche solo un po’ di traffico. Gaddi ironizza e non si mostra per niente preoccupato: «Si sa che la Svizzera ha un’ottima viabilità. Sono ottimista. Le opere arriveranno in tempo, dovessimo appenderle anche solo un quarto d’ora prima dell’inaugurazione». Intanto resta il fatto che le sei preziose tele di Chagall mancano ancora all’appello, mentre oggi dovrebbe arrivare da Madrid «Mucca e violino» di Malevic. Una lotta contro il tempo. Ma Gaddi è abituato a restare con il fiato sospeso. Per esempio la mostra del 2006 dedicata a Magritte ha rischiato di aprire i battenti senza uno dei quadri più belli e famosi del pittore surrealista. «La corda sensibile», prestata da un collezionista privato, è arrivata qualche ora dopo la conferenza di presentazione della rassegna, pochi attimi prima dell’inaugurazione.
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