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COMO L’amministrazione comunale deve fare una scelta: o i dossi sul lungolago o il Giro di Lombardia. Infatti, una cosa esclude necessariamente l’altra. Lo afferma senza esitazioni anche Damiano Cunego, il ciclista pluricampione che più volte si è trovato a festeggiare la vittoria in riva al Lario dopo la volata sul lungolago: «Non è pensabile di mettere l’arrivo su una strada dove ci sono dei dossi, a meno che non si voglia fare una gara di motocross anziché una competizione ciclistica. Io non conosco i motivi per i quali si stia pensando di costruire i dossi. Se sono indispensabili per la viabilità e per la sicurezza della strada, questo non lo so e non entro nel merito, ma come ciclista credo che a quel punto Como non potrebbe più ospitare l’arrivo del Giro di Lombardia, ammesso che non si scelga un’altra strada. Non ricordo arrivi di gare ciclistiche in presenza di dossi. Sarebbe la prima volta. Comunque è un peccato: il lago, piazza Cavour e il paesaggio circostante rappresentano davvero un bello scenario per la volata e la premiazione».
Chissà se il sindaco Stefano Bruni e il dirigente dei lavori pubblici Antonio Ferro avevano pensato al rischio di dovere rinunciare al Giro di Lombardia quando hanno presentato l’ultimo progetto per la riqualificazione del lungolago e della passeggiata. Il 21 dicembre hanno illustrato al consiglio comunale i rendering in cui erano presenti i dossi in corrispondenza dei passaggi pedonali. Per la precisione si tratterebbe di 4 maxi dossi nello spazio che va da piazza Cavour ai giardini a lago con un’altezza di circa 20 centimetri, uno ogni 60-70 metri circa. Sono stati scelti per consentire l’accesso alla passeggiata che, lo ricordiamo, dal livello della strada si alza in misura variabile tra i 30 e i 50 centimetri. Così, anche se il muro dovesse essere abbattuto, il nuovo progetto delle paratie costringerebbe ad annullare per sempre la rinomata manifestazione sportiva.
L’assessore Stefano Molinari non può che ammettere la incompatibilità tra i dossi e il Giro di Lombardia. Per lui, poi, c’è una difficoltà a commentare la scelta dei dossi presa in considerazione nel nuovo progetto del lungolago. Molinari, infatti, ha sia la delega alla Viabilità che quella allo Sport. «Come assessore alla Viabilità - ha commentato Molinari - posso dire che valuteremo con gli uffici l’opportunità di adottare questa soluzione. Come assessore allo sport devo dire che mi dispiacerebbe rinunciare al giro. Ad ogni modo dossi e volata finale sono incompatibili. È necessario che se ne discuta bene prima di prendere una decisione».
Dario Alemanno
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Ennesima occasione persa, perchè basterebbero i dossi in gomma e dunque rimovibili. Il Piccolo Giro non è stato aiutato e nel 2009 è saltato: nel 2010 si farà ad Oggiono e tanti saluti a Como. La Gran Fondo, sempre di ciclismo, con la scusa dell'ordine pubblico è stata annullata. Si trattava di 6.000/7.000 amatori provenienti da ogni parte d'Italia, che avrebbero riempito hotels e ristoranti per due giorni, il che in questi tempi di crisi non è da disdegnare. A Milano quando c'è la CityMarathon, finchè non è passata anche la sciura Pinuccia, staccata due giorni dai primi, gli automobilisti stanno muti e rassegnati. Quando però arrivano gli ultras delle squadre avversarie del Como Calcio, l'ordine pubblico deve essere garantito e se sfrisano le auto dei privati o spaccano i negozi, tutto va bene. Poi siamo qui ad organizzare ricche tavole rotonde per stimolare il turismo comasco... Caro Libero, open your mind e fbl (fa balà l'occ!).
Ma a Como c'è solo il lungolago? Move your mind!
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