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Adesso i dossi da posizionare sul lungolago non sembrano più una così bella idea. L’amministrazione comunale è già pronta a fare marcia indietro. E pensare che non sono trascorsi nemmeno tre settimane dal 21 dicembre, giorno in cui nel consiglio comunale dedicato al muro e al nuovo progetto delle paratie il sindaco Stefano Bruni e il dirigente dei lavori pubblici, Antonio Viola, avevano presentato i disegni del futuro lungolago, dossi inclusi. Disegni che lo stesso sindaco aveva definito essere «quelli veri», in polemica con le simulazioni dell’amministrazione provinciale tacciate dallo stesso Bruni di essere «dei rendering destituiti di scientificità».
Ma i nuovi rendering non avevano fatto i conti con il Giro di Lombardia. La presenza di quattro rialzamenti della strada, anche se solo in presenza degli attraversamenti pedonali, sarebbe incompatibile con la volata finale della competizione ciclistica. In merito alla presenza dei dossi il sindaco non ha commentato e ha rimandato agli uffici tecnici: «Chiedete ai progettisti». Anche sull’evidente incompatibilità con il Giro di Lombardia ha detto «chiedete ai tecnici». Detto fatto. L’ingegner Ferro ha fatto sapere attraverso l’ufficio stampa del Comune di Como che i dossi «sono solo un’ipotesi» e che «non c’entrano nulla con progetto del lungolago». Eppure erano presenti nei disegni del nuovo progetto. «I dossi sono solo un’ipotesi nella logica dei centri più avanzati del Nord Europa - detto Ferro - Si tratta di passaggi pedonali rialzati, non c’entra nulla la nuova passeggiata rialzata e il nuovo progetto presentato in consiglio».
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Pagliacci...
Dipende sempre da che concetto di città uno ha. Se uno considera Como una città pulsante e proattiva, si sbatte,propone ed, anche a costo di figuracce, si impegna, ma almeno fa. La lezione di questi mesi è che per costruire il Lungolago o si ingaggiava un Renzo Piano oppure scaturiva il casino di dimensioni bibliche, che poi è sorto (fra l'altro irrisolto). Si abbatte un cedro per "abbellire" piazza Verdi e ne viene fuori una spianata stile "Hiroshima-il giorno dopo" e poi non mi vengano a dire gli esperti che la nuova piazza ha una sua anima estetica: in positivo ha tolto solo le macchine, poi per il resto lasciamo perdere. Arriva la neve e tutti in panico, come se fossimo a Bora-Bora ed a Como non avesse mai nevicato. Togliamo l'arrivo del Lombardia e poi chiudiamo pure le bocciofile dei vecchietti per eccessivi schiamazzi, così siamo a posto. Signori, olio di gomito, meno bla-bla e svegliamoci!
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