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COMO «Entro settembre il piano integrato di intervento della Ticosa sarà definitivamente approvato». Lo ha dichiarato ieri il sindaco Stefano Bruni che ha anche annunciato che tra due mesi partiranno le operazioni di bonifica del sottosuolo intriso di veleni. Spulciando le previsioni originarie, date al momento dell'abbattimento del «corpo a C» nel gennaio del 2007, era stato detto da Palazzo Cernezzi che entro due anni sarebbe sparita via Grandi, che entro il 2010 sarebbe stato aperto il nuovo parcheggio sotterraneo e che entro il 2011 sarebbe stato completato il nuovo quartiere. Inutile dire che nessuna di queste opere sarà pronta entro le date previste. Il primo cittadino ha però intenzione di portare a breve in aula il piano integrato, per i non addetti ai lavori il progetto Ticosa. L'iter burocratico prevede innanzitutto l'adozione da parte del consiglio comunale, poi ci saranno 45 giorni di tempo per la presentazione delle osservazioni al progetto e, a quel punto si dovrà tornare in consiglio per l'approvazione definitiva.
Nel frattempo, però, dovrebbero avviarsi le operazioni di bonifica. «Daremo un incarico diretto a una società per rendere esecutivo il piano operativo di bonifica poiché con Environ (la società che lo aveva predisposto, ndr) non c'è stato accordo. Poi si farà la gara per selezionare chi dovrà eseguire la bonifica». Togliere tutti i veleni costerà un milione e 650mila euro e la somma è stata inserita proprio ieri nel piano delle opere. Le stime temporali parlavano di sei mesi di tempo (ma secondo alcuni sono al ribasso) e, calendario alla mano, la bonifica non sarà completata prima del prossimo autunno sempre ammesso che non ci siano ulteriori imprevisti.
Nel frattempo, come ha detto il sindaco Bruni, le trattative tra Multi (la società che ha vinto la gara per l'acquisto dell'area) sono in stato avanzato: «Tutti i soggetti hanno interesse a chiudere per motivi vari, ecco perché sono ottimista. Oltre a gruppi comaschi ci sono anche quelli esterni interessati». Sul tavolo c'è la destinazione di 18mila metri quadrati che includono l'albergo e gli uffici. Se si decidesse di fare la cittadella dei servizi, rientrerebbe in questa quota poiché il commerciale non è ulteriormente aumentabile (resterà il tetto di 9500 mq, che è già il massimo possibile), ma anche il minimo delle residenze (11mila mq) dovrà restare tale.
Gi. Ro.
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Bravo Nightfade
Ma perché si sgola a fare annunci quando oramai non gli crede più nessuno ? E? poi così sicuro di arrivarci, lui, a Settembre ?
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