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Passera da Cernobbio:
"Serve il ministro"

CERNOBBIO - Corrado Passera (Foto by Archive)

CERNOBBIO Tanta voglia di Germania, dunque. Ma anche il rimpianto che il raffronto tra i sue sistemi politico-economici segni una profonda distanza. A cominciare dalle risposte della politica. Così proprio la politica, evocata con toni critici da molti analisti presenti,  e sottolineata con l'assenza da mesi del ministro dello Sviluppo economico dopo le dimissioni di Scajola, ha battuto un colpo con tanto di coda polemica. A innescarla indirettamente era stato l'amministratore delegato di IntesaSanPaolo Corrado Passera che aveva evidenziato la necessità di avere in tempi brevi sia il ministro che il presidente della Consob: «Si sente la necessità di entrambi - ha detto Passera, anche lui a Cernobbio - ed è urgente che entrambe le posizioni vengano coperte. Quello del ministro dello sviluppo economico «è un ruolo molto importante all'interno del governo e ci auguriamo che ci sia presto la persona giusta in un posto così importante».
A stretto giro di posta pochi minuti dopo su Cernobbio è piombata la replica, anche un bel po' piccata di Silvio Berlusconi che ha garantito che la settimana prossima andrà a sottoporre al presidente Napolitano il nome del nuovo ministro. Ma il premier ha colto l'occasione per aprire un piccolo fronte polemico con gli economisti ed esperti riuniti a Cernobbio e, indirettamente, con lo stesso Passera: «Vedo che da più parti si chiede la nomina di un nuovo ministro per lo Sviluppo - ha detto Palazzo Chigi - , sostenendo che sino ad ora ci sarebbe stato un vuoto in questa funzione. Mi permetto di garantire che il mio interim non è stato un vuoto, ma un pieno, un vero e proprio pieno di decisioni e di provvedimenti e che il dicastero di Via Vittorio Veneto è stato ed è nelle mani di una delle istituzioni più autorevoli del Paese, quella del Presidente del Consiglio». E  per dare sostanza all'esternazione la nota di Palazzo Chigi ha anche svelato il lavoro svolto: «Molteplici decisioni organizzative, tutte tese all'efficacia e all'efficienza, sono state tenute molteplici riunioni con i rappresentanti delle imprese, dei lavoratori, degli enti territoriali - aggiunge -, si è operato incessantemente a supporto di imprese, investimenti, innovazione, telecomunicazioni, intermediazione delle imprese, settore dell'energia».
Ma anche la specifica non è bastata e la questione è uscita ancora di più dalle sale ovattate e piene di cifre reali di Villa d'Este per entrare nell'agone politico che sente aria di voto anticipato. Così più tardi, anche per rispondere ad alcune illazioni, un'altra nota di Berlusconi ha mentito alcune voci che avevano cominciato a prendere corpo su un presunto no del Quirinale ad alcuni nomi proposti dal Cavaliere quali titolari dello Sviluppo economico: «Devo precisare - ha affermato Berlusconi - che il Capo dello Stato non ha mai respinto alcuna candidatura per l'incarico di Ministro per lo Sviluppo economico. Anche perché, nella mia veste di Presidente del Consiglio e per il mandato costituzionale che mi spetta, non ho mai proposto finora candidati al Capo dello Stato».

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