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'Troppi cinghiali': si va
alla caccia prolungata

SAN FEDELE INTELVI - Decisione drastica quella della Provincia contro la eccessiva proliferazione di cervi e cinghiali  in tutto il Comasco, con una lunga stagione di caccia e piano di abbattimento che prevede il prelievo di  651 cervi, 100 caprioli , 50 mufloni e ben 1450 cinghiali. La stagione venatoria, iniziata  il 19 agosto, potrà essere praticata in diverse forme sino al 31 gennaio del 2011.
«Il protrarsi della caccia al cingiale per sette mesi -spiega l'assessore provinciale alla caccia Mario Colombo - rappresenta la principale strategia  per limitare nella misura possibile il proliferare di tale specie invadente. Gli ungulati selvatici hanno raggiunto in tutta la provincia una popolazione  tale da determinare un impatto sull'agricoltura spesso insostenibile.Ci troviamo di  fronte a un passaggio epocale. Gli ungulati selvatici , da specie poco diffuse  e protette, sono diventate specialmente nei territori montani della nostra provincia, specie invadenti con ripercussioni sulle attività agricole e alterando l'equilibrio delle località dove vivono.Per limitare i danni, sono state predisposte  recinzioni preclusive  e l'uso  di sostanze repellenti unitamente al prelievo  extravenatorio  condotto attraverso l'uso di trappole e all'abbattimento diretto da parte degli agenti della vigilanza venatoria. Soluzioni queste limitate nel tempo , utili soprattutto  nelle aree coltivate poste a ridosso dei nuclei abitati. Ma senza una vera e propria stagione di caccia lunga e mirata,sarebbe stato impossibile la riduzione dei capi. Grazie all'anticipazione di caccia avvenuta il 10 giugno scorso, sono stati  uccisi  550 cinghiali, quasi il 35%  del piano di abbattimento programmato e  conseguentemente le denunce dei danni sono già diminuite di un terzo. In assenza dei grandi carnivori  selvatici  quali il lupo, l'orso e la lince, è il cacciatore  che si sostuisce al ruolo di questi superpredatori,  che passa così attraverso ad un vero e proprio ruolo di funzione sociale e di riconoscimento di riequilibratore  degli ungulati selvatici ,grazie ad una corretta gestione faunistica, etica venatoria e a piani di abbattimento adeguatamente proporzionati con l'obiettivo di condurre tali popolazioni selvatiche entro più corretti parametri di densità agro-forestale».
I danni maggiori provocati alle coltivazioni sono stati segnalati  soprattutto nel comprensorio Intelvese,  nei comuni di Dizzasco, Schignano, Castiglione, San Fedele e Ponna e in Alto Lario nei centri di Stazzona, Musso, San Siro e Cusino.

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