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BELLAGIO Una torre di Babele di volti, lingue, idiomi diversi. Un paese cosmopolita in cui voltandoti ti puoi imbattere in due asiatici che armeggiano con il loro zaino, o in una coppia di tedeschi distinguibili dal cappellino con la bandiera. Una popolazione stimata - in questo periodo - dagli operatori in quasi l’80 per cento del totale dei turisti. Bellagio non ha una lingua sua, si esprime con parte delle parlate del mondo, e se chiedendo: “Where are you from?” a un gentile signore assolutamente bianco e per nulla abbronzato, ti senti rispondere: “From South Africa” non ti stupisci neppure. Nei pomeriggi del fine settimana la lingua ufficiale della “Perla del lago” è l’inglese, con molte diverse inflessioni. Camminando sulle imperdibili scalinate del borgo, o davanti all’imbarcadero non è difficile distinguere gli stranieri; al massimo si possono prendere abbagli sul loro paese di provenienza.
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E intanto il "Britannia (Grand'Hotel Britannia" di Cadenabbia, proprio di fronte al Grande Bretagne di Bellagio, diventato ormai inservibile... senza far tante "chiacchiere", ora riapre i nuovi battenti, mettendo a disposizione un bel numero di posti letto... donando alla Tremezzina una clientela non di poco conto. Ciapessoni Sandro.
Condivido solo in parte le critiche dei commenti. Attenzione a non lasciarsi troppo incantare da un turismo di massa di origine recente - come sul Garda - dove tutto funziona perché costruito su misura apposta per quello. Non a caso, il luna park di Gardaland è là, non qui. Qui, il ricordo di un "turismo" di tipo storico-letterario è evidentemente più forte di qualsiasi organizzazione e arredo estetico, per non parlare del paesaggio. E' un fascino particolare che coinvolge anche i ruderi del Bretagne. Certo, non è che si può vivere di rendita e bisogna rimettere a posto molte cose: prima di tutto limitare il traffico dei veicoli e fermare l’invasione del cemento (che sul basso Garda, purtroppo, sta rovinando tutto).
Ai precedenti due commentatori: è così purtroppo! Non posso dar loro torto e lo affermo con netta convinzione di causa. Basta poi guardare il vecchio glorioso "Bretagne" che è lì... a far bella mostra di quanto nel precedente commento è affermato. E' così purtroppo, e a malincuore lo riconfermo! Non posso assolutamente dar torto ai due precedenti commentatori! Hanno già detto tutto loro. Cordialità da Sandro Ciapessoni.
..temevo, a volte, di essere troppo duro... ma c'è sempre chi fa di meglio ...peccato!!!
evidentemente chi scrive o chi legge e si stupisce, non è mai stato sul lago di garda, in qualunque cittadina o frazione. in quelle zone si esiste un turismo, esiste una organizzazione. a giudicare dalla burinaggine della popolazione locale di bellagio e dell'intero lago di como, dall'insensato rapporto qualità/prezzo di ogni servizio offerto.. sembra davvero un miracolo che ancor oggi qualcuno faccia visita. tutto è consumato, trasandato, un'aria pesante di inquinamento e un rumoreggiare di moto e assenza totale di personale in servizio pubblico. bravi. per conto mio il lago di como è al 10% di quello che potrebbe dare. ma evidentemente a chi scrive basta e avanza.
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