Martedì 12 ottobre 2010

Cantù: multa pagata
ma arriva il verbale beffa

CANTU'  Dieci euro e 85 centesimi, di spese postali e procedurali, da pagare entro 60 giorni, per una multa riconosciuta come regolarmente pagata. Vigili sì, ma non troppo. Almeno a giudicare dal verbale di violazione al codice della strada ricevuto da Giuseppe Lunghi, residente in via Virgilio 8.
«Tutto ha inizio il 12 agosto scorso - sottolinea l'interessato - quando ho sostato in via Ariberto dimenticandomi di esporre il tagliandino della sosta a pagamento. Al mio ritorno ho trovato la contravvenzione. Sin qui nulla da ridire. Ero in torto e la mattina seguente sono andato al comando dove, con bancomat, sono stati pagati i 38 euro della sanzione. Con questo ero convinto di aver sanato il mio errore, ma così non è stato. Infatti ho ricevuto il verbale con cui mi è stato richiesto il pagamento di zero euro per la contravvenzione, cui però andavano aggiunti 5,60 euro di spese postali più altri 5,25 euro di spese procedurali. La richiesta mi è subito sembrata insolita e bizzarra. Così mi sono recato al comando di via Vittorio Veneto. Ero convinto di risolvere il problema ma così non è stato. Dapprima mi hanno detto che il responsabile del procedimento era assente, poi che nessuno era abilitato ad entrare nel computer per verificare quanto io stavo dicendo. Poi ancora una telefonata a Milano, non capisco perché visto che si tratta di una contravvenzione presa e pagata a Cantù. Alla fine sono stato congedato senza alcuna spiegazione e con il mio verbale ancora da pagare. E così sono venuto in redazione. Per mostrare un caso, che al di là dei pochi euro, mi sembra emblematico».
Qualche ora dopo poi le scuse del comandante Lucio Dioguardi. «Si è evidentemente trattato di un errore - sottolinea - e tra ottomila verbali può anche succedere. Ma il cittadino ha pagato il dovuto. Questo è certo. E non dovrà pagare quanto gli è stato impropriamente richiesto. Doveroso scusarsi, rassicurandolo che per noi quel verbale non avrà alcun seguito. Insomma il caso è chiuso».

l.barocco

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