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COMO Due mondi lontanissimi, non solo idealmente. Per far sentire la loro voce, infatti, ieri sera hanno scelto luoghi diversi della città e si sono scontrati, per fortuna, soltanto a distanza. L’estrema destra da una parte, l’associazione partigiani dall’altra. I «camerati» si sono ritrovati nella sede della Circoscrizione Sei, in via Grandi, i «compagni» in piazza San Fedele. L’appuntamento, per i primi, era fissato da tempo; l’associazione lariana «Militia» aveva chiesto la sala della Circoscrizione per poter organizzare un incontro con un reduce della Rsi. Il presidio in città murata, invece, è stato organizzato due giorni fa da associazioni, sindacati e partiti di sinistra proprio per protestare contro la decisione del Comune di concedere a «Militia» gli spazi per la conferenza. Le polemiche, infatti, nelle ultime ore non erano mancate. Ma il via libera all’incontro in via Grandi era arrivato dalla giunta e il sindaco Stefano Bruni aveva spiegato: «Non ci sono elementi per poter negare l’utilizzo della sala».
Poco prima delle 21 di ieri, così, in via Grandi è andato in scena la conferenza «La scelta dell’onore», con gli interventi dello scrittore Pino De Rosa (già candidato sindaco di Piacenza per la lista Fronte d’azione-Fiamma tricolore) e di Emilio Maluta, che sessant’anni fa fece parte della Decima Mas, divisione nata nel corso della prima guerra mondiale e poi ricostituita dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, per continuare la guerra al fianco del Terzo Reich. Davanti a un pubblico di circa cinquanta persone, per lo più giovani con le teste rasate e magliette nere inneggianti al fascismo, Maluta ha ripercorso la sua esperienza. Le prime parole, però, sono state del presidente del gruppo che ha organizzato l’incontro, Alessio Zanatta: «La nostra è un’associazione culturale - ha voluto precisare - Rispettiamo le regole e vogliamo proporre il nostro punto di vista su alcuni fatti della storia d’Italia, anche se molti cercano di ostacolarci». De Rosa, invece, dopo aver salutato gli «amici camerati comaschi», li ha invitati a una «nuova rivoluzione», con «onore» e «patria» come parole d’ordine. In piazza San Fedele, invece, nonostante la pioggia battente, poco dopo le 20,30 si sono radunati circa trenta manifestanti, che hanno esposto uno striscione con la scritta «Non c’è futuro senza memoria». Presenti diversi giovani appartenenti all’Arci e al comitato autorganizzato «Pandora», oltre ad esponenti della Cgil di Como e dell’associazione nazionale partigiani. Questi ultimi hanno ricordato, in particolare, le parole del partigiano Adolfo Vacchi, leggendo alcune lettere. Al presidio in piazza hanno preso parte anche i consiglieri di Rifondazione comunista Donato Supino e Renato Tettamanti e il consigliere comunale del Partito Democratico Marcello Iantorno.
Mi. Sa.
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