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COMO - Una sollevazione di massa, così imponente da non aver precedenti, contro il muro che ruba il lago ai comaschi costringe il sindaco e l’assessore Caradonna al dietrofront. Al termine di un interminabile summit, nel pomeriggio in Comune, assieme al presidente del consiglio comunale Mario Pastore, latore di un’incalcolabile mole di mal di pancia assolutamente trasversali nei confronti del primo cittadino (e dell’assessore alle Grandi opere) e - pare - di una lettera nella quale i consiglieri del Pdl si dicevano pronti a smarcarsi dal primo cittadino in assenza di un intervento sul pasticcio paratie, Stefano Bruni ha deciso: «Forse è il caso di dare ascolto alla città. Lo abbasseremo».
Poche ore prima del suo intervento in consiglio comunale, nell’incontro con Pastore, il sindaco aveva concordato un intervento più drastico sul muro. Ma, pur con toni non così perentori, nell’aula del consiglio comunale ieri ha ammesso: «Abbiamo prospettato, con l’assessore Caradonna, tre linee di intervento: la riduzione di quel muro alle dimensioni originali o comunque tendenti alle dimensioni originali; un ampliamento dell’area protetta con strutture mobili (ovvero possibile abbattimento di parte del muro e aggiunta di nuove paratie mobili ndr) e la possibilità di una protezione in materiale trasparente nei punti più delicati», ovvero i due moli ai lati di piazza Cavour.
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Il muro non va abbassato ma abbattuto completamente. E non è più una questione di soldi.
Il muro non va abbassato ma abbattuto completamente. E non è più una questione di soldi.
...e chi pagherà per questi ulteriori lavori ???
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