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COMO Como è alla ricerca di posti in città per i profughi dall'Africa Mediterranea. Lo dice il sindaco, Stefano Bruni: «Con un indirizzo di giunta, è stato dato incarico agli uffici dell'assessorato ai servizi sociali e del patrimonio di individuare strutture idonee». Finora, sono state reperite due possibilità, fuori città: l'ex compendio della Guardia di Finanza a Capiago Intimiano, di proprietà demaniale e che potrebbe passare alla Croce Rossa, è stato individuato dalla prefettura come la prima area d'accoglienza per i profughi nordafricani, probabilmente il primo gruppo di 100 su 300 assegnati a Como. Anche l'ex caserma di Cavallasca della Guardia di Finanza potrebbe prestarsi all'ospitalità, benché i lavori di sistemazione si presentino onerosi: sono i due punti che riguardano il territorio comasco di un piano strategico coordinato dalla prefettura di Milano, al quale ha partecipato anche il prefetto Michele Tortora. Già alle prime avvisaglie di esodo dall'Africa Mediterranea, un mese fa, la prefettura si era attivata, cercando strutture nei 162 Comuni comaschi e anche la Caritas diocesana si era mossa per una ricognizione tra le parrocchie. Alla prima ricognizione della prefettura, non aveva risposto nessuno. Nuova richiesta: «Abbiamo ricevuto la lettera del prefetto - afferma il sindaco - e abbiamo valutato la situazione: il Centro per i richiedenti l'asilo di Tavernola dev'essere ristrutturato, i posti disponibili sono 25 e sono tutti occupati». C'è però l'ex dormitorio di via Sacco e Vanzetti, a Prestino, 60 posti, camere con bagno, mensa, 850.000 euro d'investimento. «Non è opportuno adibirlo a centro d'accoglienza per i profughi - sottolinea Bruni - perché è incompatibile con il quartiere. L'ex dormitorio troverà un'altra destinazione. È un'ipotesi esaminata, l'utilizzo per i profughi, ma non può essere concretizzata». La Croce Rossa è pronta per un'accoglienza programmata o d'emergenza. Lo assicura il commissario provinciale, Matteo Fois, in contatto con la prefettura. «Siamo solo in attesa di disposizioni - afferma Fois - tutte le nostre attrezzature, cucine, letti possono essere allestite in breve, ma il problema è ancora quello della struttura. A Capiago, credo si rendano necessari interventi di sistemazione». Cifra preventiva, 200mila euro. «Noi abbiamo suggerito, con il dovuto rispetto istituzionale, l'utilizzo della caserma De Cristoforis. Ospita dieci militari, ne ospitava 500 ed è in buono stato - sottolinea - Forse è l'area più indicata, per l'accoglienza. È del ministero della difesa, mi rendo conto, ma proprio per questo potrebbero essere utilizzati i militari, per ragioni umanitarie e di controllo. Il mio è un parere, ma la De Cristoforis mi sembra da considerare».
Maria Castelli
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