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Alberto Arrighi ha preparato l'arma con cui ha ucciso Giacomo Brambilla ore prima del delitto. A rivelarlo sono le telecamere di sicurezza dell'armeria di via Garibaldi, che hanno registrato ogni istante della giornata del primo febbraio, il lunedì in cui il consulente balistico della procura ha sparato tre colpi di pistola contro quello che sarebbe dovuto diventare, di lì a pochi giorni, suo socio in affari. Nelle riprese video interne al negozio si vede Arrighi che, già al mattino di lunedì, si aggirava con fare agitato sul retro dell'armeria, ha aperto la vetrinetta delle pistole e ha preso la Ruger calibro 22 che avrebbe utilizzato, da lì a poche ore, per uccidere Giacomo Brambilla. Elementi che, da soli, forse non dimostrano la premeditazione, ma che uniti ad altri particolari emersi sempre dalla visione del filmato rischiano di costare un'accusa da ergastolo.
Le telecamere di sicurezza lo hanno ripreso anche mentre - sul retro del negozio - prendeva la mira contro il vuoto e puntava l'arma contro un immaginario bersaglio. Un'anticipazione dei gesti compiuti nel pomeriggio che potrebbe costargli un'accusa di premeditazione.
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