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Olgiate, i parenti di Tamara
"Vittime lasciate sole"

OLGIATE COMASCO - Tamara e uno dei suoi adorati delfini

OLGIATE COMASCO - «Sembra passata un'ora. Il dolore resta forte, come il primo giorno». Così Sabrina Monti, nel quinto anniversario della morte della sorella Tamara, brutalmente assassinata a 37 anni.

Addestratrice di delfini al parco Oltremare di Riccione, dove si era trasferita da una decina di anni, il 2 febbraio 2007 fu uccisa a coltellate all'ingresso della sua abitazione dal vicino di casa (Alessandro Doto, condannato a quattordici anni di carcere e tre di manicomio criminale), perché infastidito dall'abbaiare dei cani della vittima.

Agli anziani genitori e ai familiari della "donna che parlava con i delfini" non resta che aggrapparsi ai ricordi di Tamara, per non perdersi in un'angoscia altrimenti senza fine: «Soprattutto quando si avvicinano gli anniversari, il dolore è ancora più forte. La sua presenza, però, è viva più che mai - dichiara la sorella - Abbiamo ogni dove sue foto, i quadri che realizzava e i bigliettini che inviava, ma non abbiamo bisogno di una casa-mausoleo per andare con il pensiero a lei. Anche nei momenti più impensabili, capita di ricordarla per le sue battute, i suoi modi di essere e questo ci aiuta a tenerla sempre viva».

L'articolo completo su La Provincia in edicola stamattina

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I commenti dei lettori (1)

  • 1 | Rosalove - Messaggi (12) - 02-02-2012 - 21:44h

    La foto è bellissima, sembrano sorridere tutti e due: Tamara e il suo delfino. Mi sono molto commossa. Anch'io adoro gli animali e ho prestato volontariato presso il Canile di Erba e presso il Gattile di Cantù per moltissimi anni (fino a cinque anni fa). Fin da bambina ho nutrito un amore, che altri giudicavano esagerato ma che per me era normale, verso gli animali e, a volte riuscivo a fare "telepatia" con loro. Anch'io cinque anni fa ho perso un figlio. Penso di aver pianto così tanto che forse non avrò più lacrime. Mi ha aiutato soprattutto la fede e credere che esiste un aldilà. Se così non fosse non avrebbe senso nemmeno vivere per me. Ho dato tutto il mio affetto e amore materno a mio figlio, in vita, contraccambiata e questo mi aiuta a vivere serena. Non ho mai cercato un contatto medianico con lui e ho ricevuto molti sogni ed alcuni "segni" della sua presenza. Lui è ovunque e se lo penso è già vicino a me. "Il ricordo è un modo di incontrarsi". Un abbraccio forte alla famiglia di Tamara. Rosa

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