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COMO Una città deserta: a mezzogiorno, ieri, vie di solito ad alta densità di traffico apparivano quasi spettrali. Un passaggio di veicoli rarefatto, da primo pomeriggio d'agosto in via Innocenzo, per esempio, lungo il girone o il lago.
Problemi al traffico nelle ore degli arrivi e dei rientri, in particolare lungo i punti critici già noti: via Oltrecolle, via Canturina, via Statale per Lecco, la rotatoria tra Lora e Lipomo, la Napoleona, via per San Fermo.
E problemi ancora più accentuati nei quartieri, lungo le strade non servite dai mezzi pubblici e dunque escluse dal piano comunale antineve che considera solo le vie percorse dagli autobus.
Ma i disagi più importanti si sono verificati per i pedoni: i marciapiedi e le scalinate non hanno visto né una manciata di sale, né una badilata (da segnalare la splendida eccezione dei ragazzi della Sankaku Judo, che hanno iniziato a spalare volontariamente i marcipaiedi a Sagnino) per rimuovere la neve almeno fino alla tarda mattinata quando il Comune ha dato il via all'"allegato" del piano. È quello che prevede il reclutamento di trenta profughi dal Mediterraneo, ospitati nelle strutture cittadine, pubbliche, parrocchiali, alberghi e centri di solidarietà per pulire i marciapiedi.
Chiamati a gruppi di dieci, muniti di assicurazione, si sono messi all'opera: l'assessore Stefano Molinari l'aveva annunciato già a novembre che avrebbe fatto ricorso ai profughi. Ma le strade e i marciapiedi restano a rischio per i pedoni: ieri, i ricorsi al pronto soccorso ortopedico - traumatologico dell'ospedale Sant'Anna sono stati, in media, due all'ora per cadute e scivoloni su neve e ghiaccio. Secondo i primi dati disponibili, risalenti alle ore 14,30, sono stati 15 i pazienti per fratture di polso, di omeri e contusioni, in particolare alle ginocchia. Dati che indicano un trend, che rende facilmente ipotizzabile un saldo di giornata superiore a quota trenta. Mercoledì, invece, erano state poche unità.
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