Appiano, infarto fulminante
Giardiniere muore a 42 anni

APPIANO GENTILE - Stroncato da un infarto a quarantadue anni. È morto così, l'altra sera nell'abitazione che condivideva con i genitori in via Castelnuovo, Luigi Rusconi, giardiniere.
Una morte che l'ha colto all'improvviso, lasciando sgomenti i suoi familiari: «È stato un infarto fulminante - conferma la madre Lodovica - È caduto dal letto ed è rimasto lì, esanime. Erano circa le 21.30. Stava andando a letto, perché si sentiva un po' influenzato; all'improvviso il malore fatale».

Inutili i tentativi di rianimarlo: «Non hanno fatto in tempo a trasferirlo all'ospedale - prosegue la madre - I volontari inviati dal 118 hanno cercato di rianimarlo, ma non si è più ripreso».

Dramma consumatosi senza apparenti avvisaglie, a pochi giorni da alcuni controlli medici. Aspetto che rende ancora più incomprensibile e difficile da accettare una fine prematura, nel fiore degli anni: «Non sembra vero quanto successo - si sfoga la madre - Intanto che faceva freddo e gli impegni di lavoro erano meno serrati del solito, ne aveva approfittato per fare alcuni controlli medici. Lo scorso sette febbraio si era sottoposto a elettrocardiogramma, da cui non erano emerse anomalie. Avrebbe dovuto fare l'esame del sangue. Aveva intenzione di fare un check-up completo, ma l'aveva rimandato al mese di maggio, forte del fatto che gli accertamenti cui si era sottoposto non avevano evidenziato alcun particolare problema di salute. Mai avremmo potuto immaginare che un infarto fulminante lo portasse via in un attimo».

La notizia della sua improvvisa morte ha lasciato attoniti quanti lo conoscevano e apprezzavano anche come giardiniere. Dopo aver frequentato l'Istituto tecnico agraria della Fondazione Minoprio, aveva iniziato a lavorare in proprio nel settore manutenzioni verde e giardini. Per anni aveva curato sia la residenza della famiglia Giardini, sia il parco attorno all'ex tessitura Giber. Professione che lo appassionava e impegnava molto: «Amava il suo lavoro - ricorda la madre - Specialmente d'estate, era molto impegnativo. Usciva al mattino presto e non rientrava fino a sera. Quando era libero dagli impegni di lavoro, partecipava alle gite ed escursioni organizzate dal "Club Amici della montagna"».

Era molto legato alla sua famiglia e adorava il nipote di nove anni: «Era un ragazzo stupendo. Siccome non era sposato e non aveva figli, era molto attaccato al nipotino - aggiunge la madre - Era come se fosse il fratello maggiore, quasi un secondo papà. Giocavano sempre insieme».
Questa mattina, alle 10, l'ultimo saluto di parenti, amici e conoscenti nella chiesa parrocchiale di Appiano, paese dove era nato e cresciuto e dove le sue ceneri riposeranno nel locale cimitero.

r.caimi

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