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COMO - Fino ad un decennio addietro o poco meno c'era il mito del posto fisso, la contemporaneità ha portato ad un'evoluzione del concetto, oggi per alcuni è decisamente meglio essere disoccupati. Una mobilità affiancata a qualche lavoretto porta ad un guadagno doppio rispetto ad un'occupazione a tempo indeterminato, e non regge certo il confronto con certi contratti "capestro" a tempo determinato, senza garanzie e con uno stipendio ridicolo. Così capita, denunciano nell'edile comasco da Confartigianato, che davanti a un contratto da firmare già pronto si scelga di non lavorare.
Una mobilità da settecento euro, più qualche piccolo lavoro rende di più di un'occupazione da mille euro: «Ci segnalano che in alcune occasioni davanti alla possibilità d'iniziare a lavorare per un'impresa, alcuni abbiano scelto di non firmare il contratto preferendo continuare a percepire la mobilità - spiega Giuseppe Contino responsabile politiche contrattuali di Confartigianato -. Per le nostre aziende assumere un lavoratore in mobilità diventa addirittura un problema, là dove dovrebbe essere un incentivo. Ne abbiamo già parlato in un'assemblea e a nostro modo di vedere si dovrebbe intervenire». In questo momento infatti si guarda nei bilanci anche all'euro: «Capita che nostri associati chiedano informazioni sulle agevolazioni che avrebbero assumendo un lavoratore in mobilità, agevolazioni che ci sono e in un momento come l'attuale in cui si guarda anche agli spiccioli sono ben viste. C'è quindi richiesta di lavoratori che utilizzano l'ammortizzatore sociale, il problema è che dall'altra parte non esiste tutta questa volontà di farsi assumere anche a tempo indeterminato. Perché se a tempo determinato si procrastina la mobilità, a tempo indeterminato per quell'azienda la si chiude, e ci sono persone che sono coperte anche per tre anni. Adesso poi con le ferie di mezzo la situazione è persino peggiore». Viene da pensare che chi non accetta l'assunzione non abbia solo l'introito della mobilità. Contino non si sbilancia: «Se è così, e il sospetto ci può essere, vuol dire che qualcuno ha sbagliato. Servirebbe una presa di coscienza del problema e sarebbero utili controlli mirati». Virgilio Fagioli, di Magreglio, associato con Confartigianato, ha un'impresa edile è si è scontrato con il problema: «Decido di assumere un ragazzo che utilizza gli ammortizzatori sociali, preparo il contratto e la documentazione, tutto concordato, pronti per partire - spiega l'imprenditore edile -. Ancora prima dell'inizio dell'orario di lavoro il primo giorno mi chiama la madre. Mi spiega che il ragazzo farà tardi, mi chiede se è mia intenzione davvero farlo lavorare, mi spiega che quel giorno probabilmente non potrà venire. Alla fine mi fa capire che non intende lavorare per me. Onestamente sono rimasto sorpreso, ma pensandoci poi ho capito».
<+G_FIRMA>Giovanni Cristiani
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Pubblicate l'inmtervista come se questo "andazzo" fosse una novità. Dieci anni fa con un piccolo laboratorio di assemblaggi, dovevo assumere e contattando la mobilità o disoccupazione, la risposta (il più delle volte) era: " potrei venire ma non si può fare in nero? sa se no perdo la mobilità o disoccupazione". La verità che i piagnistei del "c'è la crisi, come farò" è tutta una moda italiana. Le pensioni baby degli statali della i° repubblica insegnano.
L'altro lato della medaglia http://www.laprovinciadicomo.it/stories/Cronaca/147384_lomazzo_prima_della_rapina_ha_lasciato_i_soldi_per_il_cane/
Se a chi rifiuta il posto togliessero la mobilità forse le cose cambierebbero!!!!!
Ma va? E' la scoperta dell' acqua calda.
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