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Como, degrado ai giardini lago
I profughi aiutano il Comune

COMO - Il Comune è a corto di risorse per la pulizia di parchi e aree verdi? Ci pensano i profughi nordafricani. Lavoreranno anche ai giardini a lago, zona finita alla ribalta delle cronache in questi giorni per alcuni episodi di violenza così come per il degrado e la sporcizia.

La novità è frutto di una convenzione tra il Comune (assessorati al Verde e alle Politiche del lavoro) e la Caritas diocesana. Verranno attivati veri e propri tirocini formativi e coinvolgeranno otto profughi che da tempo sono ospitati sul territorio. «Un progetto - sottolinea l'amministrazione - volto anche a favorire l'integrazione sociale e una cultura dell'accoglienza». 
I tirocinanti non si occuperanno solo dei giardini a lago, ma saranno presenti - dai prossimi giorni - anche sulla passeggiata di Villa Olmo, ai giardini di viale Varese, nelle aree verdi di piazza Cavour, ai giardini di viale Geno, piazzale Giotto (Prestino) e al parco Negretti.

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I commenti dei lettori (3)

  • 3 | pietropaolo - Messaggi (124) - 31-07-2012 - 10:40h

    Mi sembra una scelta saggia, ma sono convinto che non piacerà ad alcuni lettori-generalisti(purtroppo). Questo è anche un modo che hanno i profughi per sdebitarsi della nostra ospitalità e per risparmiare risorse comunali.

  • 2 | chicca52 - Messaggi (10) - 31-07-2012 - 09:53h

    credo sia una cosa meravigliosa, finalmente una mossa intelligente! Chicca

  • 1 | lucaboselli1971 - Messaggi (367) - 31-07-2012 - 09:48h

    Se un' eccezione è virtuosa e rimane eccezione risulta, senza dubbio, un episodio positivo: è questa lo è totalmente. Tutto ciò, però, non deve far dimenticare che, per regola, certe responsabilità, è sempre bene che rimangano pubbliche. Si spera, inoltre, che la convenzione stipulata, toccando comunque un aspetto materialmente rilevante come la formazione professionale, risponda a criteri di equità e pari opportunità di accesso e che ciò avvenga soprattutto in considerazione del fatto che il concessinario è una fondazione, quindi non in obbligo di pubblicità di bilancio.

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