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Un’opera per i cittadini, pagata dai cittadini. Ma non attraverso le tasse versate da ogni contribuente, bensì attraverso il solito “pedaggio” al casello. Ecco come potrebbe essere finanziata la tangenziale di Como. Per ora è solo una possibilità (o rischio, a seconda di come la si guarda), emersa dal breve incontro che il presidente lumbard della Provincia, Leonardo Carioni, ha avuto ieri con il ministro dell’Economia e delle finanze, Giulio Tremonti, nel giardino di Villa d’Este, dove si è svolto il convegno sulla sanità organizzato dall’Aspen Institute.
Una stretta di mano e un rapido colloquio dall’aria informale, ma dai temi molto seri per il territorio lariano. Tremonti ha parlato di “project financing” per la realizzazione delle nuove strade. Carioni, che in questo momento di caselli non intende sentirne nemmeno parlare, ha voluto dare un’assicurazione ai comaschi: «Porterò sul tavolo del cda della Pedemontana il tema della realizzazione del secondo lotto della maxi arteria, così da capire i tempi necessari e la soluzione al finanziamento». Tremonti e Carioni hanno anche parlato del patto di stabilità che l’amministrazione provinciale, come più volte ribadito dall’opposizione di Villa Saporiti, rischia di non riuscire a rispettare. Secondo quanto si è appreso Tremonti avrebbe detto che la manovra finanziaria non potrà arrivare in soccorso della Provincia di Como. Carioni non ha commentato, e si è limitato a dirsi «fiducioso».
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La tangenziale aggiungerà solo traffico al traffico che già esiste. I benefici ci saranno solo per i primi tempi. Bisogna ripensare al modo in cui trasportare persone e merci. Basta con il catrame, sì alle rotaie!
Non ci sono soldi = le prime a saltare sono le compensazioni ambientali... Del nostro verde e dei nostri boschi rimarranno solo poche aiuole, a dispetto delle rassicurazioni accompagnate da sorrisi a trentadue denti e delle promesse elettorali (diffido sempre di chi si propone come "il vero difensore del territorio" e poi è il primo a consentire che venga divorato...)
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