Venerdì 01 marzo 2013

«Brut terun» al vicino calabrese
Pensionato finisce a processo

CANTU' Per la difesa si tratterebbe di uno scontro tra stili di vita diversi, tra una coppia di pensionati e un'altra di coniugi con bambini. Per come è stata raccontata in aula dai testimoni della Procura di Como, rappresentata dal pm Nicola Ronzoni, è sembrata una serie di liti con la provenienza regionale come sfondo. Lombardi gli imputati, originario della Calabria l'uomo ascoltato come parte lesa. A lui, sposato con una ligure, sarebbero state rivolte diverse frasi. «Adesso abbiamo la Lega Nord. I calabresi li rimettiamo a posto».
Al Tribunale di Cantù, si è aperto il processo nei confronti di una coppia di pensionati marianesi accusata di concorso in ingiurie e minacce continuate.
Tutto comincia quando un 44enne di origine calabrese compra casa dal fratello dell'accusato in via Monte Grappa a Mariano. Molte le frasi su cui il processo deve fare luce. Tra le altre: «Mi aveva detto mio fratello che avrebbe messo qui il peggior terùn, l'ha fatto». «Non fare il calabrese con me, voi calabresi taglierete anche la testa, ma io ai calabresi posso tagliare le gambe». «Brutti calabresi, con noi non la spunterete».

Il servizio su La Provincia in edicola venerdì 1 marzo

e.marletta

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