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Famiglie in difficoltà,
un aiuto dalla diocesi

Famiglie in difficoltà, un aiuto dalla diocesi di Como (Foto by Pozzoni Carlo)

Ha già superato quota 250mila euro l’ammontare del fondo di solidarietà «Famiglia-lavoro», voluto dal vescovo per dare un aiuto concreto alle tante persone in difficoltà a causa della crisi economica. E da ieri è possibile presentare domanda per ottenere un sostegno: «Abbiamo a disposizione una cifra sufficiente a far fronte alle prime richieste», spiega monsignor Battista Galli, coordinatore dell’equipe che ha pensato e organizzato il fondo, composta da rappresentanti della Pastorale del lavoro, Caritas, associazioni e movimenti laicali attivi sul territorio della Diocesi. Partito da uno stanziamento iniziale della Caritas di 20mila euro, quello diocesano è un “fondo aperto”. Si sono aggiunte, infatti, le offerte raccolte in tutte le parrocchie il 10 maggio scorso e vi confluisce, inoltre, parte del «Sol.Sacer.», in cui i sacerdoti possono versare un mese della propria remunerazione (il rimanente viene destinato alle popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo). Il vescovo per primo ha devoluto al fondo un mese del proprio stipendio.
Nelle scorse settimane tutti i parroci hanno ricevuto una lettera, nella quale viene ribadita la finalità del fondo: «L’iniziativa - spiega don Battista Galli - vuole essere espressione della comunità cristiana, della nostra gente comune, quella che fa riferimento naturale alle nostre parrocchie. E dalle parrocchie vogliamo che parta la solidarietà, non solo nel rilevare le richieste di aiuto, ma anche nell’assumerle, farle proprie e collaborare nel dare risposte certamente economiche, ma prima ancora umane e fraterne. La crisi attuale - prosegue - deve essere capace di modificare gli stili di vita delle persone verso una maggiore sobrietà e solidarietà, perché non possiamo ignorare il bisogno di chi ci sta accanto. L’aiuto, dunque, deve arrivare dalla comunità stessa, nel momento e nel luogo in cui la domanda emerge. Il timore - osserva ancora il sacerdote - è che nei prossimi mesi la situazione possa farsi ancora più delicata. Attualmente molte situazioni di difficoltà sono in parte coperte dalla cassa integrazione o dagli ammortizzatori sociali, ma il venir meno di queste protezioni potrebbe far emergere nuovi casi di persone in difficoltà».
Il meccanismo messo a punto dalla Diocesi è semplice: gli interessati non devono far altro che contattare il proprio parroco e compilare insieme a lui un modulo. Gli stessi parroci, insieme al coordinatore dell’iniziativa e al Comitato dei garanti appositamente costituito, valuteranno poi le richieste. Anche la Caritas e le Acli stanno già fornendo tutte le informazioni del caso. «Naturalmente – sottolinea monsignor Galli – i sacerdoti devono fare affidamento anche sui propri collaboratori, sulle persone di loro fiducia che possono segnalare situazioni di difficoltà di cui sono a conoscenza. Molto spesso, infatti, chi si trova in un momento di sofferenza fatica a farsi avanti. Queste persone vanno aiutate a superare la paura e incoraggiate a far emergere le proprie necessità». Il direttore della Caritas, Roberto Bernasconi, aggiunge: «Il momento di difficoltà potrà diventare un’occasione per riappropriarsi del territorio, per accompagnare parroci e comunità in un cammino di condivisione. La crisi ci impone di recuperare percorsi di prossimità, di vicinanza, di solidarietà».
Michele Sada

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