VERTEMATE CON MINOPRIO Neanche il preside Gabriele Gisolini ce l’ha fatta a tenersi alla larga dalle spiritosaggini, e ha buttato là che in tanti anni di carriera scolastica qualche asino l’ha anche incontrato, ma un cavallo mai. Cavallo in carne e ossa e portamento elegante, arrivato ieri mattina alla Fondazione Minoprio in veste di argomento della tesina preparata da Giovanni Pirovano per gli orali dell’esame di Stato. Roba da meritarsi qualche punto in più per l’originalità. Anche se ogni anno, in verità, quando arriva il momento della maturità per gli aspiranti operatori agrotecnici di viale Raimondi, si capisce chiaramente che questa non è una scuola come le altre. In aula approdano prove pratiche della passione e della perizia appresa dai ragazzi nell’ambito della floricoltura, del giardinaggio, dell’arte floreale, del vivaismo ornamentale e frutticolo. Il che significa, per fare qualche esempio, presentarsi con una decina di esemplari diversi di orchidee coltivate con le proprie mani, o con degli operosi bachi da seta. Oppure arrivare da Bellagio a bordo di un trattore per discutere della meccanizzazione della coltivazione. A questo giro, protagonisti sono stati gli animali. Con il puledro di Giovanni Pirovano chiuso in un improvvisato recinto nel cortile dietro l’edifico scolastico. Mentre al piano di sopra, in aula, Nicholas Pessina faceva il proprio ingresso in classe per l’orale, trasportando una grande vasca di plastica nella quale sguazzavano alcune anguille e delle carpe, il cui allevamento è stato al centro della sua tesina.
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