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Tirano un sospiro di sollievo le associazioni comasche che si occupano di scambi con l’estero. Dopo Martina Montemurro, la ragazza di Montano Lucino che si trova a Canterbury e di cui abbiamo notizia ieri, oggi l’apprensione era palpabile, anche se non risultano casi lariani nel Regno Unito, dove il virus dell’influenza suina è tornato ad allarmare. Dieci gli episodi accertati fino ad ora, tra i quali ci sarebbe anche quello di uno studente di Bergamo, in visita proprio a Canterbury. Immediata la mobilitazione delle autorità italiane che stanno verificando quanti italiani siano partiti per l’Inghilterra nelle ultime settimane. «Non è facile stimare quanti siano i comaschi che si trovano nel Regno Unito in questi giorni - ha spiegato Vittoria Capriccioli, referente dei rapporti internazionali del Politecnico di Como - molti ragazzi organizzano le proprie vacanze studio senza appoggiarsi all’università, risulta quindi impossibile fare una stima precisa. Possiamo solo dire che, per quanto riguarda gli scambi gestiti dall’ateneo, non ci sono studenti che abbiano scelto come meta l’Inghilterra». Nessuna partenza prevista anche per i membri del Rotary Club di Como, come fa sapere il presidente dell’associazione, Niki D’Angelo, che si dice sollevato della cosa: «Fortunatamente non ci sono state richieste per l’Inghilterra in questo periodo. Esiste tuttavia la possibilità, benché remota, che qualcuno dei nostri soci, in visita in altri paesi, entri a contatto con il virus; per questo motivo è bene non abbassare la guardia e tenere monitorata la situazione non soltanto in Inghilterra». Nessun comasco ai check - in inglesi anche per Intercultura e Lions di Como, che per il momento si dicono tranquilli: «Il contagio si è verificato all’interno dei campus universitari - ha spiegato la referente del Lions Club Como Host, Marina Bombardelli - mentre la nostra associazione si occupa prevalentemente di scambi all’interno delle famiglie. Un motivo in più per non allarmarsi, almeno per il momento».
Maddalena Massafra
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