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Passaporti, finite le giacenze
Ma in questura tempi lunghi

Giacenze finite all'ufficio passaporti, ma i tempi restano lunghi per un rilascio (Foto by Carlo Pozzoni)

Il cinque per cento dei Comaschi è passato, in un anno, dall’Ufficio Passaporti di viale Innocenzo: dall’1 agosto 2008 all’1 agosto 2009, la Questura ha rilasciato 28.938 documenti per l’espatrio e solo nel mese di luglio ne ha trattati 3.526, con una media di 90 pratiche giornaliere, che salgono a 120 nei momenti di punta, a ridosso delle vacanze. Ma le giacenze sono state ridotte a zero; ora i tempi d’attesa sono definiti “ordinari”, cioè 20 giorni, che salgono a 30 in casi particolari e soprattutto ad agosto, è stata fatta man bassa dell’arretrato. Un ufficio che è aperto sei mattine su sette, sabato compreso, dal primo agosto al 15 settembre resta chiuso di mercoledì, per consentire l’adeguamento tecnico alle nuove procedure di emissione, in attesa delle istruzioni operative per il “passaporto biometrico” che contiene, oltre a fotografia e dati identificativi personali, anche le impronte digitali e l’algoritmo del viso. Finora, due Questure, in Italia, Potenza e Grosseto, stanno sperimentando il nuovo tipo di passaporto. Arriverà anche nella nostra città, dove solo in questi giorni, sette agenti, cinque fissi e due aggiunti, tirano un po’ il fiato. È stato un luglio ad alta intensità, l’ennesima testimonianza della mobilità del nostro territorio: ogni anno, fra i 30.000 e i 35.000 comaschi vanno all’estero, con un passaporto o un certificato di identità. L’attività è in costante crescita. Ma le domande dei cittadini rimangono due: perché occorrono 20 giorni, è la prima. «Perché il rilascio o il rinnovo del passaporto è soggetto ad una procedura amministrativa e ad un’autorizzazione di polizia - spiega il Capo di Gabinetto della Questura, Nunzio Trabace - quindi, devono essere verificati, per ciascun richiedente, gli eventuali precedenti penali, procedimenti penali in corso, l’assolvimento degli obblighi alimentari, per esempio». Un tempo, gli imprenditori falliti non potevano espatriare. Oggi, il caso più frequente da verificare: il consenso di un coniuge nel caso dell’espatrio di minore con l’altro. Nei momenti di picco di richieste, i tempi si dilatano di conseguenza. Ma se interviene un’urgenza? «Portando le prove che attestano la necessità di espatriare, il passaporto è rilasciato in tempi rapidi. La pratica ha la  precedenza», sottolinea il dottor Trabace. Ma chissà se nella tipologia delle urgenze ricadono anche le sbadataggini, ovvero «l’illuminazione» dell’ultimo momento: la richiesta del passaporto.
Maria Castelli

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