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Bruni salva Caradonna
e se la prende con Gaddi

Gli assessori Sergio Gaddi e Fulvio Caradonna (Foto by Pozzoni Carlo)

Como - Il sindaco Stefano Bruni difende a spada tratta il suo assessore alle Grandi opere Fulvio Caradonna, responsabile politico delle paratie. Non fa altrettanto con l’assessore alla Cultura Sergio Gaddi, responsabile, invece, di avere definito l’opera del lungolago «un ecomostro» e per questo a rischio di «licenziamento» dalla giunta. Il primo cittadino ha anche accusato la stampa di pensare «solo allo scandalo» e sulla riduzione del muro ha detto che «non si potrà scendere al di sotto del livello del progetto originario», che verso piazza Cavour prevede comunque l’altezza attuale del muro. E rivedere da zero tale progetto? «Ma non scherziamo».
«Devo ancora verificare quanto dichiarato da Gaddi ai giornali - ha detto il primo cittadino a margine della festa di inaugurazione dell’asilo “Nuovoletta” di Camerlata - ma qui non è questione di ecomostro, ma di ruoli. E comunque Gaddi è in Comune dal 1994, dov’è stato finora?». Insomma, Gaddi non dovrebbe criticare le paratie solo adesso che è venuto alla luce il pasticcio, ma avrebbe dovuto farlo prima. Ma come avrebbe potuto? L’iter degli atti e provvedimenti che hanno portato all’opera ora in fase di realizzazione, è costellato di 3 delibere di giunta. La prima, del 1995 (n° 1450), riguardava un primo progetto di massima, dove non c’era quasi traccia di alcun muro e le paratie erano tutte mobili. La seconda delibera è del 1998 (n° 979) e risulta al momento l’unico in cui è stato approvato un progetto che ricorda quello di oggi. In quella riunione dell’esecutivo - era il 21 ottobre 1998 - Gaddi non c’era, perché non era ancora assessore (lo è diventato con la prima giunta Bruni nel 2002). Era presidente del consiglio comunale. Al tavolo dell’esecutivo quel 21 ottobre 1998 erano seduti, invece, oltre all’allora sindaco Alberto Botta, lo stesso Caradonna, Bruni (allora con delega al Bilancio), Paolo Mascetti, Nini Binda, Giuseppe Villani, Franco Villani, Patrizia Maesani e Pierangelo Gervasoni.
Da allora risulta una sola altra delibera di giunta, datata 16 febbraio 2005 (n° 51). Quel giorno sì che c’era Gaddi, ma si trattava solo di affidare la direzione dei lavori ad Antonio Viola e nominare responsabile del procedimento Antonio Ferro.
«Mi chiedete se difendo Caradonna? - ha detto rispondendo a un giornalista - Certo che lo difendo, difendo sempre i miei uomini. Tanto più Caradonna di cui apprezzo la costante presenza operativa. Ha ottenuto quasi sempre risultati ottimi».
Nel discorso agli invitati all’inaugurazione del nuovo asilo, Bruni ha elogiato la cultura del bello: «Abbiamo pensato a creare una struttura che fosse bella, perché il bello è importante per la città e i cittadini. Questa è sempre stata la linea dell’amministrazione. Speriamo che la stampa comunichi questa linea e non pensi solo a fare risaltare lo scandalo. Muri, marciapiedi e lago non sono fini a se stessi, ma sono per una città più bella».

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I commenti dei lettori (6)

  • 6 | mondolariano - Messaggi (106) - 27-09-2009 - 02:38h

    Secondo me Bruni non vuole punire le parole di Gaddi, ma il suo "tradimento" repentino. Non so se Gaddi (come tutta la Giunta) sapesse già come sarebbero andati a finire i lavori, ma certamente è sceso dal carro delle paratie anche per conquistarsi al momento giusto il consenso della gente. Come dire: ha capito che la nave stava affondando e si è buttato per primo, dopo che era rimasto accanto al timone per tutto questo tempo. Comunque gli dò ragione. Il muro è un ecomostro: meglio dirlo tardi che mai!

  • 5 | mondolariano - Messaggi (106) - 27-09-2009 - 02:38h

    Secondo me Bruni non vuole punire le parole di Gaddi, ma il suo "tradimento" repentino. Non so se Gaddi (come tutta la Giunta) sapesse già come sarebbero andati a finire i lavori, ma certamente è sceso dal carro delle paratie anche per conquistarsi al momento giusto il consenso della gente. Come dire: ha capito che la nave stava affondando e si è buttato per primo, dopo che era rimasto accanto al timone per tutto questo tempo. Comunque gli dò ragione. Il muro è un ecomostro: meglio dirlo tardi che mai!

  • 4 | ivanferry - Messaggi (8) - 26-09-2009 - 18:10h

    Il sindaco ha la faccia tosta di dire che "il bello è importante per la città e i cittadini", e poi promuove un'opera che è un orrore, un vero ecomostro. Si badi bene non è un'opinione, è un dato di fatto! Questo significa che vuole proprio prenderci per il ....

  • 3 | roisterdoister - Messaggi (48) - 26-09-2009 - 16:05h

    Per me l'opera delle paratie e' un vero ECOMOSTRO..io la penso così..Se il signor sindaco ha intenzione di censurare anche la mia opinione mi faccia sapere. Il signor Gaddi ha espresso una propria personale opinione e molto probabilmente l'opinione di quei cittadini che hanno manifestato il proprio voto per lui. Il sindaco censurarando il proprio assessore censura anche le opinioni dei cittadini che hanno votato per Gaddi. Sta di fatto che Bruni essendo il sindaco puo' dire quello che vuole..non ha piu' nulla da perdere..tanto le prossime elezioni che siano per la regione, che siano per altre poltrone non lo vota piu' nessuno.

  • 2 | Salvade - Messaggi (182) - 26-09-2009 - 14:19h

    Invece di prendersela con tizio o caio , il sindaco , farebbe bene , se avesse un minimo di dignità , a dimettersi dopo la mala gestione dei soldi dei cittadini, non mi soffermo ad elencare i casi che farebbero vergognare qualunque aministratore della cosa pubblica . Mettiamo Topo Gigio sindaco che facciamo un affare.

  • 1 | Salvade - Messaggi (182) - 26-09-2009 - 14:19h

    Invece di prendersela con tizio o caio , il sindaco , farebbe bene , se avesse un minimo di dignità , a dimettersi dopo la mala gestione dei soldi dei cittadini, non mi soffermo ad elencare i casi che farebbero vergognare qualunque aministratore della cosa pubblica . Mettiamo Topo Gigio sindaco che facciamo un affare.

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