Due in carcere, l’altro all’estero
La gang del centro Cantù non fa più paura

Sgominato dai carabinieri il trio che aveva terrorizzato piazza Garibaldi

Era stato protagonista anche del pestaggio di don Lino Cerutti

Le botte a Giuseppe Molteni, segretario della parrocchia di San Paolo. La vile aggressione ai danni di don Lino Cerutti, prevosto emerito di Cantù. La feroce zuffa alla mensa di solidarietà.La violenza sessuale tentata ai danni di una dottoressa della guardia medica. E persino, forse, i presunti spari esplosi in via Corbetta.

Sonni tranquilli

Tutti episodi che hanno movimentato e sgomentato il centro di Cantù nelle ultime settimane. Fatti che sarebbero riconducibili, in sostanza, sempre a tre personaggi: i fratelli Achraf e Amine Toumni, marocchini di Casablanca di 34 e 29 anni; e un amico e connazionale di cui finora è stato reso noto solo il nome e l’età: il trentaquattrenne Abdilah.

D’ora in poi, tuttavia, piazza Garibaldi e dintorni dovrebbero poter dormire sonni più tranquilli. Perchè i tre personaggi, in un modo o nell’altro, sono stati messi tutti nelle condizione di non nuocere dai carabinieri di Cantù: Achraf e Amine attendono di conoscere il loro destino chiusi nel carcere del Bassone; mentre Abdilah, dopo aver ricevuto il foglio di via obbligatorio, si troverebbe oltre confine, anche se pur sempre in un Paese della Ue.

Secondo i militari di via Manzoni, il litigioso terzetto era l’indiscusso protagonista delle notti brave sul crinale.

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