Gavettoni comaschi
per la lotta alla Sla

Si diffonde in città la moda della “doccia gelata”. Zanetti, Braglia, persino la Uil: secchi e donazioni. Associazioni e famiglie: «Ci aiutano divertendosi»

Como

La sfida del secchio d’acqua ghiacciata sbarca a Como. La moda prende piede rapidamente, molti volti noti della città e della provincia nelle ultime ore hanno pubblicato su Facebook il video della loro partecipazione al cosiddetto “Ice Bucket Challenge”. Di che cosa si tratta? Di una campagna nata negli Stati Uniti con l’obiettivo di raccogliere fondi per la ricerca sulla terribile Sla, la sclerosi laterale amiotrofica. Ora il fenomeno sta spopolando in tutto il mondo ed è arrivato anche in riva al Lario.

Contribuisce a far aumentare le adesioni comasche anche il numero elevato di malati nella nostra zona, così come la vicenda dell’ex calciatore Stefano Borgonovo e di Piergiorgio Corno. Stanno dedicando particolare attenzione alla gara benefica, tra gli altri, la sezione comasca dell’associazione Aisla e la Fondazione Borgonovo.

La sfida è partita

Tra i comaschi filmati mentre fanno la doccia gelata ci sono l’ex portiere di Como e Genoa Simone Braglia, i comaschi d’adozione Javier Zanetti e Marco Tardelli (ha “nominato” altri due campioni del mondo: Paolo Rossi e DinoZoff), il giocatore della Pallacanestro Cantù Stefano Gentile (dal raduno della Nazionale) e il direttore sportivo Daniele Della Fiori, l’imprenditore Diego Luisetti (ha sfidato anche il sindaco Mario Lucini e Alessio Butti), il segretario generale della Uil Salvatore Monteduro e il collega della Uil Fpl Vincenzo Falanga (ha citato i consiglieri regionali Luca Gaffuri e Alessandro Fermi, vedremo se accetteranno) oltre al neoeletto presidente della Federcalcio Carlo Tavecchio. Particolarmente significativa l’adesione dell’assessore regionale Mario Melazzini, medico e malato di Sla.

«L’Aisl a a livello nazionale ha raccolto circa 24mila euro - dice Viviana Tombolillo, della sezione di Como - Questa campagna è utile perché accende i riflettori sulla malattia. I fondi della Regione per i malati di Sla sono diminuiti, per i casi gravi da un massimo di 2.500 euro si è scesi a mille e le famiglie faticano». In provincia di Como i malati di Sla sono 65, di cui 40 a uno stadio grave o gravissimo. «Mi sembra un buon modo per parlare della Sla e aiutare la ricerca - dice la moglie di Piergiorgio Corno, Mariagrazia - La campagna si sta allargando in modo incredibile. I miei nipotini hanno capito che gettandosi dell’acqua in testa si può guarire dalla Sla, purtroppo non è così ma il segnale di vicinanza di tante persone fa piacere». Da Cavallasca la signora Vanna, vedova di Piero Borghi, ucciso dalla Sla l’anno scorso a 48 anni, dice: «Utile dare visibilità a questa malattia, la cosa peggiore per un malato è sentirsi solo. Spero che si continui a parlare di Sla anche dopo questa campagna, non deve calare il silenzio e bisogna sostenere ancora la ricerca».

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