Traffico internazionale di droga  Ex top manager tra gli indagati
La dogana di Ponte Chiasso (Foto by Archivio)

Traffico internazionale di droga

Ex top manager tra gli indagati

Raffaele Tognacca, già alla guida di un ramo della Eleca di Cantù, sarebbe coinvolto di un giro di cocaina dal Sudamerica. Una sua società avrebbe riciclato il denaro destinato alla ’ndrangheta

In città lo ricorderanno in molti. Raffaele Tognacca, doppio passaporto svizzero e italiano, ex manager Erg. Prima del tracollo, fu a lui che venne affidata, un paio d’anni fa, la gestione di Eleca general contractor srl, ramo d’azienda della Eleca costruzioni, finita a gambe all’aria al termine di una lunga e penosissima odissea.

Tognacca ora è indagato dall’antimafia di Torino nell’ambito di una gigantesca indagine internazionale su un poderoso giro di cocaina dal Sud America, droga gestita dalle ’ndrine calabrese e smistata sul territorio nazionale, con particolare riguardo alla Capitale, al Piemonte e alla Lombardia, in particolare alle “locali” di Buccinasco e Trezzo sul Naviglio.

La Procura torinese ha chiesto, per Tognacca, una rogatoria internazionale, visto che, fintanto che resti al di là del confine - a Lugano, dove a quanto pare vive e lavora - l’ex top manager Erg non rischia nulla.

Gli contestano di essere stato parte attiva del giro internazionale, anche se nessuno gli contesta di essere un affiliato. Si dice, in base ai riscontri della guardia di finanza - cui si deve l’indagine - ricoprisse il ruolo di “facilitatore”, al pari di un numero imprecisato di colletti bianchi ticinesi conniventi.

In altre parole: i proventi della cessione della droga sul territorio nazionale (non noccioline, ma un giro stimato in un migliaio di chilogrammi la cui importazione sarebbe stata accertata) venivano trasferiti a Lugano e affidati a uomini di fiducia, in genere attivi all’interno di società finanziarie, come nel caso della “Viva transfer” di Tognacca.

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