Venerdì 20 novembre 2009

Omaggio al talento di Gio Ponti
Architetto che parlava ai giovani

di Filippo Pozzoli

«Il pubblico si interessa di pittura e di musica, di scultura e di letteratura, ma non di architettura. Quell’intellettuale che si vergognerebbe di non conoscere un pittore del livello di Sebastiano del Piombo e impallidirebbe se lo tacciassero di ignorare un quadro di Matisse o una poesia di Eluard, si sente perfettamente a suo agio nel confessar di non sapere chi è un Buontalenti o un Neutra». In un lapidario incipit Bruno Zevi, architetto e vate indiscusso della trattatistica contemporanea, coglie già nel ‘48 l’inspiegabile assenza dell’architettura in quell’onnivoro calderone che si usa dire “cultura generale”. Un’ignoranza, a suo pensare, scaturita da letture travisate dell’opera architettonica, spesso noleggiate dalle arti figurative in cui la dimensione spaziale si limita al companatico e all’artificio e non ne è mai, o quasi, il principio primo. Un’ignoranza giustificabile, forse, se vista a conseguenza della non educazione. Nelle scuole, accademie incluse, oggi come allora lo studio dell’architettura viene appena carezzato da qualche docente d’ampie vedute.
Gettar le fondamenta di una cultura architettonica consapevole fin dall’infanzia più ricettiva e curiosa è l’obiettivo di Architettiamo, collana dell’editrice milanese Carthusia che, in un format accattivante ed inedito, racconta ai giovanissimi la città attraverso le storie (biografiche e non solo) dei suoi disegnatori. Con il ritmo incalzante della narrazione breve e semplice (mai semplicistica o dozzinale), i grandi architetti sono visti attraverso gli occhi di cantastorie d’eccezione, nati dalla stessa matita dei protagonisti e qui resi vivi, autentici da testimonianze e contributi di persone vicine ai personaggi. Così la scientificità dell’arte viene stemperata in una favola di sognatori, e pure le opere d’arte si lascian raccontare dalla loro naturale, spontanea poesia, relegando ai manuali tecnicismi e forzature. Libri a fisarmonica che sono un gioco per ragazzi ma non un gioco da ragazzi, con a monte ricerche e documentazioni di invidiabili rigore e puntualità.
 Due i titoli finora pubblicati per la neonata collana, il primo dedicato a Terragni e alla città di Como, il secondo a Gio Ponti e alla sua Milano, viene presentato da Angelo Monti (ricercatore storico e iconografico per i due volumi) e Lisa Ponti (figlia dell’architetto e suggeritrice per l’opera) alla Libreria di via Volta ad Erba, il 21 novembre.

v.fisogni

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