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La scommessa dei Gatto Marte
Un'opera buffa su Colombo

Como, la formazione allargata dei Gatto Marte per l'album "Colombo tutto tondo": da sin.: Maximillian Brooks, Nathaniel Seaman, Pam Waddington, Pietro Lusvardi, Wendy Goodson, Nino Cotone, Giuseppe Brancaccio, Julian Tovey e Graham Walker. (Foto by Pozzoni Carlo)

Di tutte le realtà musicali emerse dal comasco, quella rappresentata dall’ensemble Gatto Marte è, senza dubbio alcuno, la più internazionale, la più originale, quella che riserva le maggiori sorprese. Alla produzione regolare di dischi improntati a quello che la critica ha battezzato, non senza qualche ragione ma forse troppo sbrigativamente, “jazz cameristico”, alternano anche colonne sonore originali per film muti. Ma l’ultimo cd, pubblicato giusto sul finire dello scorso anno, rappresenta una nuova sfida.
"Colombo tutto tondo" è un’opera buffa, genere caro a compositori come Mozart e Rossini ma poco, anzi, per nulla frequentato negli anni più recenti. Un lavoro ambizioso che richiama anche la commedia dell’arte per raccontare, come si può immaginare dal titolo, la vicenda del celebre navigatore che, tutto compreso dalla sua smania di raggiungere le Indie, lascia a casa una donna che non poteva chiamarsi altrimenti se non Colombina.
L’album è stato registrato dal vivo due anni fa alla Methodist Church di Stokesley, North Yorkshire, Regno Unito. Al nucleo storico dei Gatto Marte, il quartetto composto da Maximilian Brooks (pianoforte), Nino Cotone (violino), Giuseppe Brancaccio (fagotto) e Pietro Lusvardi (contrabbasso) si è aggiunto, per l’occasione, il batterista e percussionista Graham Walker mentre i ruoli dell’opera sono stati affidati al baritono John Tovey (Colombo), al soprano Wendy Goodson (Colombina), al contralto Pam Waddington (regina Isabella) e al tenore Nathaniel Seaman (re Ferdinando). Opera coloratissima, ricca di spunti originali con una felice alternanza di momenti strumentali e arie di grande respiro, "Colombo tutto tondo" è stata rappresentata in prima mondiale sempre in Inghilterra, alla Teesside University nel novembre scorso. Si tratta dell’ottavo album della formazione comasca che riunisce musicisti di provenienza eterogenea. Brooks è pianista d’estrazione classica che non disprezza il jazz ma anche il rock d’avanguardia che proponeva ai tempi degli indimenticabili Sine Die. Recentemente ha collaborato al progetto Tranquille Donne. Violinista diplomato al Conservatorio di Como, Cotone suona anche chitarra, piano e hang. Oltre al fagotto, Brancaccio suona anche il didgeridoo e uno strano aggeggio esotico che ha battezzato “condor”. Ha suonato con diverse orchestre, anche con quella della Scala, e con un ottetto di soli fiati. Lusvardi, infine, è strumentista apprezzato e conosciuto in tutto il mondo, ha realizzato due eccellenti dischi in proprio, ha suonato a sua volta con numerose orchestre e ha lasciato Como e l’Italia da tempo segnalandosi come uno dei contrabbassisti più innovativi della scena contemporanea.
Attivi dal 1994, i Gatto Marte sono sempre un passo avanti alla loro produzione e, per l’autunno del 2010, è in fase di ultimazione una nuova composizione, il balletto per bambini "Mustafa, Karli and the crocodile club" commissionato dalla Tees Valley Dance.

Alessio Brunialti

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