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Territorio da riscoprire
sul "Cammini di S. Pietro"

SAN PIETRO DA VERONA (Foto by COMO)

di Dario Cercek

Da Como verso la Via Francigena, lungo la vecchia strada canturina. Passando appunto per Cantù e raggiungendo Seveso con la prospettiva, in futuro di arrivare a guadare il Po a Corte Sant’Andrea, nel Lodigiano, punto d’intersezione con l’antica strada che dal Nord Europa raggiungeva Roma.
È il Cammino di San Pietro ed è stato presentato ieri a Cantù, il cui Comune assieme all’associazione Iubilantes ha promosso la valorizzazione dell’antico itinerario che sarà ora presentato con tre giornate di iniziative in calendario proprio a Cantù: una prima il 30 gennaio con appuntamento alle 15.30 alla biblioteca comunale in piazza Marconi per un laboratorio rivolto ai bambini; una seconda fissata per il 5 febbraio con un convegno che si svolgerà a Villa Calvi in via Roma con inizio dei lavori alle 15.30; infine, il 6 febbraio, il chiostro del municipio canturino in piazza Parini ospiterà una rievocazione storica dalle 11 alle 19.
A presentare il progetto, ieri, sono stati Ambra Garancini dell’associazione Iubilantes, il sindaco e assessore alla cultura canturino Tiziana Sala, affiancata dalla dirigente del settore cultura Antonella Bernareggi.
Questo primo tratto del "cammino" è complessivamente di poco più di 17 chilometri, con partenza dalla chiesa canturina di Sant’Antonio per poi toccare alltri monumenti della città e proseguire per Figino, Novedrate, Lentate sul Seveso, Meda e arrivo appunto a Seveso.
Il percorso ricalca appunto il tracciato della vecchia Via Canturina ricostruito attraverso la consultazione di una serie di documenti storici e che è ancora leggibile nelle mappe moderne, pur a fronte dell’espansione urbanistica cha ha trsformato il paesaggio.
Al progetto si sta lavorando da anni. Inizialmente chiamata Via del Priore si è poi deciso per la denominazione di Cammino di San Pietro. Per ricordare la figura di San Pietro da Verona, frate domenicano, inquisitore e predicatore, la cui attività si dispiegò per molti anni in questo territorio tra XII e XIII secolo, partendo dal grande monastero comasco di San Giovanni Pedemonte, monastero ormai scomperso: delle poche statute rimaste una è proprio quella di San Pietro (conservata ora nella chiesa di San Giacomo). L’agiografia ricorda come Pietro da Verona subì molte minacce che alla fine si concretizzarono: il frate domenicano venne infatti assassinato il 6 aprile 1252 nei boschi tra Meda e Seveso proprio mentre percorreva la Via Canturina. Fatto santo, Pietro da Verona divenne il secondo patrono, dopo Sant’Abbondio, della città di Como, anche se molti se ne sono ormai dimenticati. Per quanto riguarda i sicari, vennero arrestati: uno si fece frate e venne anche beatificato. I mandati - probabilmente dei potenti locali - non ebbero mai un nome.
Il Cammino di San Pietro avrà anche un suo sito internet (www.camminosanpietro.it) per il momento ancora in costruzione.

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