Rimani aggiornato! Puoi essere avvisato quando viene inserita una notiza di tuo interesse:
Sta incastonato in mezzo a Beverly Hills come una piccola gemma dai colori cangianti e non si può certo dire che gli manchi la verve, né lo stile. Io a Hollywood ho vissuto e lavorato per un mese. E viverci significa soprattutto camminare per le sue strade e respirare l'atmosfera bizzarra e un po' retrò dei suoi caffè antichi, che ti si piazzano davanti quasi stupendoti, visto che magari due isolati più avanti ci trovi «Borders», libreria standardizzata che ti catapulta nella globalizzazione e ti fa dimenticare di essere lì. Los Angeles non ha una sola faccia. Grazie tante, direte, sbagliandovi. Perché vi assicuro che lì le contraddizioni sono tante. E grosse. Hollywood, dove ho vissuto, è il simpatico quartiere degli artisti, di chi sogna. Facile alla sera incontrare aspiranti registi (anche italiani) e musicisti, ancora più semplice al pomeriggio imbattersi tra una stradina e l'altra bizzarri personaggi tutti occhiale da sole. È questo il fascino di Hollywood. Da qui, con l'automobile (guai a uscire di casa senza) si vola verso Beverly Hills. Questa è la Los Angeles più ricca e irraggiungibile. Il sogno americano legato al dio denaro. Viali ampi e alberati. Negozi chic. Non un'ombra di parcheggio. Perché la macchina, qui, la lasci al maggiordomo, è lui che te la parcheggia e te la riporta indietro. Tutto alla modica cifra di sette dollari all'ora (cinque euro, più o meno). Qui ci abita e ci lavora chi raccoglie i frutti di quella colorata e "cartoonesca" macchina produttiva che è Hollywood. Perché di questo si tratta. Lo dimostrano le conferenze stampa, o, se vogliamo fare gli americani, i "junket". Spesso sono a Santa Monica, che s'adagia sul mare con spiagge lunghissime e hotel lussuosi. Ecco, proprio in uno di questi ho partecipato ad un junket della Paramount. Arrivi, lasci l'auto al maggiordomo (questa volta gratuitamente) e abbassando gli occhi, ecco il tappeto rosso (non scherzo). E poi giornalisti da tutto il mondo, aperitivi, pranzi, ambiente tanto chic quanto falso. Lo scopo è vendere l'ennesimo film. E il giornalista è l'imbonitore. Tappeti rossi e luci alla ribalta: signori, siamo a Hollywood!
Laura Di Corcia
© riproduzione riservata
Evasione fiscale: le accuse di Confesercenti - Politica: a ...
Dal Tg5: Schettino sulla plancia della Concordia
Saronno - statue del santuario
Aquino, il boss che amava il calcio
Invia il tuo commento