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Tira aria di tensione nei rapporti fra la comasca Acsm e la monzese Agam. Sembrava essere stata archiviata senza grossi scossoni la vicenda del dividendo, richiesta negata ai due grandi soci pubblici per almeno 4 milioni di euro - ma in realtà era solo una piccola tregua. Al centro della nuova bufera non ci sono i grandi azionisti. Ma lo scontro è a livello di manager, su un piano industriale che ancora non si vede e, soprattutto, sulla scelta di avviare investimenti con «i soldi in cassa di Acsm» ma con ricadute in termini di servizi tutte a favore del territorio di Monza. E da qui parte anche la rivalità fra l'amministratore delegato Silvio Bosetti, ex ad Agam e uomo espresso dal socio industriale A2A, azionista forte di una partecipazione nella nuova utility post-fusione del 22%, con l'attuale direttore generale di Acsm, Enrico Poliero. Ed è da qui che la commissione sulle Attività partecipate di Palazzo Cernezzi, azionista al 24,7%, ha chiesto di incontrare i vertici di Acsm per una verifica della situazione. La tensione dentro la società comasca è tutt'altro che latente, visto che avrebbe addirittura portato il manager di via Stazzi a un passo dal dare le dimissioni dall'incarico di direttore generale. Voci lo danno in partenza per un'altra azienda. Poliero, quindi, sul punto di andarsene, spinto soprattutto da un disegno di ristrutturazione dell'organigramma manageriale - in gran parte delineato proprio da Bosetti - in cui non sarebbe prevista la figura di un direttore generale, ritenuta non necessaria e in sovrapposizione a quella dell'amministratore delegato, figura che svolge sostanzialmente le stesse funzioni. E così le indiscrezioni vanno oltre, fino a delineare una trattativa in corso e ritenuta anche già a buon punto, per una ricca buonuscita da riconoscere a Poliero: non meno di mezzo milione di euro fra indennità e liquidazione. La prima risposta doveva essere data martedì, in occasione della convocazione da parte della commissione comunale sulle aziende partecipate, guidata da Stefano Rudilosso, proprio per un'informativa sul piano industriale della società. In realtà è stata rinviata su esplicita richiesta del presidente Umberto D'Alessandro perché il direttore Poliero era in missione all'estero per siglare un nuovo accordo in Slovenia, e il presidente - così si è giustificato D'Alessandro - ancora non si sentiva pronto da solo a rispondere ad eventuali approfondimenti sul progetto di sviluppo. Ma la commissione di Palazzo Cernezzi insiste. Ed oltre al promesso piano di crescita - annunciato proprio un paio di giorni fa dallo stesso D'Alessandro per la fine di giugno - vuole anche vederci chiaro sul piano di investimenti attuato a favore del teleriscaldamento per il territorio della provincia di Monza. Il dubbio è che Agam abbia accantonato e rinviato il progetto a dopo la fusione con Como, confidando sulle risorse finanziarie che avrebbe trovato nelle casse di Acsm per realizzarlo. Anche qui la cifra non sarebbe di poco conto, visto che l'intervento da finanziare vale almeno due milioni di euro. Ora si tratta di capire se sono risorse finanziarie sottratte al piano generale di crescita della società Acsm-Agam, se sono risorse già accantonate in precedenza, o se addirittura fanno parte di quel pacchetto di quattro milioni di euro negato dal Cda agli azionisti sotto forma di dividendo. In tutto, comunque sembra emergere anche un secondo livello di lettura, messo in evidenza dallo scontro fra Bosetti-Poliero: Monza sembra prendere un po' il sopravvento su Como nella gestione, nella determinazione degli indirizzi di sviluppo, nelle scelte strategiche e nel rafforzamento dell'alleanza con A2A sul fronte industriale, le due quote se sommate arrivano al 51%. L'unico uomo «forte» che Como può ancora esprimere al momento da un punto di vista manageriale è proprio il direttore Poliero, ora dato in bilico. E uan volta via Poliero, Monza potrebbe avere mani libere per decidere quali scelte strategiche da avviare nel prossimo futuro. Finora, del resto, Silvio Bosetti - peraltro richiamato dalla stessa Consob - è stato l'unico ad uscire pubblicamente nella sua nuova veste di numero uno operativo per spiegare le strategie di espansione della multiutility Acsm-Agam, un nuovo soggetto che in Borsa realizza 57 milioni di capitalizzazione, con il 25% nella mani di piccoli azionisti: crescere sul territorio e cercare di rafforzare nella zona compresa fra Como, Lecco e Monza la struttura industriale di Acsm-Agam aggregando nuove piccole realtà locali dell'energia. Ora la parola spetta al presidente D'Alessandro.
Simone Casiraghi
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