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COMO Pagare i frontalieri in euro di fatto con cambi diversi per guadagnarci. Un fenomeno che si sta insinuando e che denunciano i sindacati.
Chi lavora in territorio svizzero deve essere pagato in franchi svizzeri. A stabilirlo è la normativa elvetica. C'è, però, chi riesce a farsi beffa di questa normativa, applicando cambi differenti da quello in corso al solo scopo di ridurre l'ammontare della retribuzione effettivamente liquidata al lavoratore italiano.
A denunciarlo è Roberto Cattaneo, dei Frontalieri Uil Como, che ha scoperto l'uso di un «meccanismo calmieratore». L'azienda stabilisce una fascia di oscillazione del cambio euro-franco. Il valore minimo previsto è di un euro a 1,5 franchi (un franco a 0,666 euro), mentre quello massimo è stabilito in un euro a 1,40 franchi, ossia un franco a circa 0,72 euro. Fissati questi parametri, il contratto prevede che se «il rapporto tra le due valute dovesse uscire da questa fascia nella media mensile, si potrà dar luogo a compensazioni proporzionali».
Ciò per «compensare gli squilibri valutari» che l'azienda sarebbe costretta ad affrontare in quanto votata all'export in euro. E penalizza gli italiani.
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