Camere di commercio, Monza con Milano
Si avvicina la fusione con Lecco

La Camera di commercio brianzola ha votato l’accorpamento con quella di Milano - Sempre più vicina la riunificazione con l’altro ramo del Lario

La Camera di Commercio di Monza e Brianza ha deciso di accorparsi con Milano, tagliando i ponti con ogni ipotesi di unione con Lecco e Como.

La decisione, presa ieri dal consiglio camerale monzese con 25 voti favorevoli, due contrari e un astenuto ora potrebbe rimescolare le carte delle intenzioni regionali sulla definizione delle aree vaste, in questi giorni al centro di polemiche per le ultime dichiarazioni del presidente della Regione, Roberto Maroni, che ha annunciato un piano di smembramento del lago, con le due province di Como e Varese unite, l’Alto Lago insieme a Sondrio e la provincia di Lecco unita a Monza.

Ora, con la rappresentanza dell’intera economia monzese che va da una parte, con Milano, e quella di Lecco e Como che dovranno decidere se unirsi, l’omogeneità territoriale torna a imporsi come una necessità.

Ciò soprattutto dopo che in un documento sul riordino istituzionale territoriale messo a punto a metà mese la Regione ha rispolverano quanto già inserito in un documento dell’anno scorso sulla costituzione di otto “Aree vaste lombarde”, otto “Cantoni”, che ricalcano la mappa della riforma sociosanitaria, con le fratture territoriali citate che coinvolgono Lecco e Como.

Sui 28 consiglieri presenti in consiglio a Monza solo tre hanno prese le distanze dall’unione con Milano. A votare contro sono stati il segretario generale della Cisl di Monza e Lecco, Marco Viganò, e Carmine Villani in rappresentanza dei consumatori. Unico astenuto Giuseppe Meregalli, ex presidente di Confcommercio Monza e Brianza.

Leggi l’approfondimento e le interviste su La Provincia in edicola martedì 26 luglio

© RIPRODUZIONE RISERVATA