Como: sotto la panca  la politica non campa

Como: sotto la panca

la politica non campa

Nel giorno in cui persino il presidente della commissione europea, Junker spende parole di elogio per l’Italia sul tema migranti, Como mette in atto un’iniziativa destinata quantomeno a suscitare qualche riflessione e alcune perplessità.

Come promesso e peraltro richiesto dai residenti della zona, sono state eliminate la panchine di piazza San Rocco su cui alcuni profughi erano usi a trascorrere gran parte delle loro giornate.

Si trattava, a quanto pare, di autentici bivacchi da cui derivavano anche questioni igieniche legate al problema dello smaltimento di rifiuti prodotti a getto continuo.

I soggetti in questione, sarebbero coloro che, non potendo essere accolti al centro allestito in via Regina Teodolinda, trascorrono le notti nell’autosilo di via Mulini semi deserto. Le giornate le passerebbero in un’area della città, quella di via Milano Alta che, negli ultimi anni è diventata la più multietnica della convalle. La convivenza, nella zona,è sempre più difficile. Al punto che, alcuni giorni fa, ha fatto notizia la protesta dell’ex portavoce della comunità islamica Safwat el Sisi, da circa due anni cittadino italiano, che si lamentava per gli schiamazzi serali prodotti dai migranti nullafacenti.

Va detto che quello di via Milano Alta in generale e piazza San Rocco in particolare è un problema lasciato andare per anni che si è, a quanto pare, aggravato dopo gli arrivi in massa dei migranti nella scorsa estate.

La domanda è se l’eliminazione delle panchine rappresenti una risposta efficace o non sia invece una sorta di prolungamento della campagna elettorale che alcune forze politiche come la Lega, in maniera peraltro più che legittima, praticano in maniera costante anche quando le urne sono lontane. “Sopra la panca il migrante campa”, devono aver pensato a palazzo Cernezzi, anche se, a ben vedere, la soluzione scelta è un po’ come quella di chiudere le strade per risolvere il problema del traffico.

Ci si trova come sempre sul crinale che separa l’accoglienza indiscriminata e utopistica predicata da una parte della sinistra da coloro che insistono nella velleitaria pretesa di rimandare via tutti coloro che sono sbarcati sulle nostre coste. Ma una via di mezzo ragionevole esiste.

Lo sta dimostrando il ministro degli Interni, Marco Minniti che se da un lato è stato definito da sinistra il “nuovo Scelba” ,dall’altro ha ottenuto l’apprezzamento di Papa Francesco, che non si può certo definire poco attento e sensibile alle questioni dell’immigrazione e dell’accoglienza.

Può anche andare bene aderire alla richiesta dei residenti di piazza San Rocco e sradicare le panchine. Ma siamo certo che si risolva così il problema? Che è un problema. Non sarebbe il caso di andare oltre e cercare soluzioni magari meno eclatanti ma, alla lunga, più efficaci? Per prima cosa bisognerebbe capire chi sono gli ex occupanti delle panchine che probabilmente non lasceranno la zona, oppure andranno a cercare altri manufatti su cui sedersi per far passare la giornata. Nel caso saranno eliminate tutte le panche pubbliche di Como? Una volta identificati, occorrerebbe adoperarsi per fare sì che chi ha diritto di rimanere qui possa trovare un modo per tirar sera senza dover bivaccare o peggio. Per questo, si sa, è necessario che le istituzioni e i soggetti privati che già hanno dato un’ottima prova nella gestione dell’emergenza dell’estate 2016, operino in sintonia. A colpi di slogan e propaganda, da una parte come dall’altra, non si combina molto.

E non si risolvono questioni stratificate come quelle della convivenza e del decoro in via Milano Alta e piazza San Rocco. Sotto la panca la politica non campa.

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