La magia del lago

deve essere valorizzata

A volte, anzi spesso, bisogna sentirselo dire da altri. Può accadere anche a Laglio, dove il lago sembra imbattibile in una giornata che non vuole abbandonare l’estate, dove Mr. Clooney ha già offerto la propria predilezione da un pezzo.

Arriva Germán “Mani” Frers – star dello yacht design sulla scia dell’abilità e della passione della famiglia – e sa evocare la magia del paesaggio, con poche pennellate. Sì, certo, emoziona quando parla di questo “posto meraviglioso e ispirante”. Ma all’inaugurazione dell’E-Commuter (l’imbarcazione elettrica che unisce la tradizione del cantiere Ernesto Riva con la sua visione del futuro) dice di più. Che in questo mondo ormai spazio senza confini (in barba a quelli che gli uomini sembrano persuasi a voler ingigantire), pochi sono i centri riconoscibili.

Il lago di Como è uno di questi. Lo pronunci e non è solo la parola magica che fa sognare americani, europei, cinesi. Viene rintracciato subito sulla mappa e spalanca una serie di sensazioni che partono dallo specchio d’acqua e dalla sua cornice, naturalmente, ma arrivano a lambire anche altro. Quello che si sa produrre qui, che sia la seta, che siano i mobili, come pure i tanti altri prodotti che magari attirano meno l’occhio, eppure sono ugualmente importanti.

Questa magia, che a volte ci perdiamo per strada. Frettolosi, distratti, incattiviti persino, invece di destinare l’indignazione per i problemi alle loro soluzioni. Chiaro – e il super designer l’ha ammesso – quando si viene da fuori, si tende a concentrarsi solo sul bello. La meraviglia, opposta all’abitudine, spinge a non accorgersi di ciò che non va o a non darvi troppo peso.

Non è il primo a ricordarcelo, Germán “Mani” Frers, ma la sua spontanea ammirazione ci fa bene. Pochi giorni fa, in vacanza a Blevio è arrivato Michael Dunkley, fino allo scorso luglio premier delle Bermuda. Ebbene, il suo apprezzamento non è stato solo per il paesaggio. Noi, convinti di non sorridere abbastanza, siamo stati definiti da lui come amichevoli e gentili. Ma ci ha poi incoraggiato a crederci di più.

Crederci di più. Non solo alla bellezza di un luogo, a tutto ciò che la incarna: alla necessità di tutelarlo e alle abilità di chi vive e lavora qui. Quest’anno durante l’anteprima della Mostra dell’edilizia civile, e industriale non meno illuminante si è rivelato per gli imprenditori recarsi a “Il Sereno” di Torno. Il padrone di casa Luis Contreras è innamorato di Como e non solo a parole. Crede nell’incantesimo, anche come fattore di successo. Per questo a tavola qui si serve volentieri il vino di Domaso, si insiste sull’olio locale e o sulle marmellate made in Como. Prodotti poi “esportati” nell’altra struttura a Saint Barth.

Perché sono eccellenti e perché dichiarare che sono frutto del lavoro attorno a questo lago rappresenta un’ulteriore garanzia di successo.

Como in questo primo semestre del 2017 ha venduto merci all’estero per 2 miliardi e 700 milioni e accoglie un numero crescente di turisti. Dovrebbe già saperlo. Dovrebbe raccontarlo. Ma anche farselo raccontare, può essere prezioso.

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