La ripresa è di chi   la cerca. E non da solo

La ripresa è di chi

la cerca. E non da solo

C’è sempre qualcosa che non si è ancora inventato. Un principio solo apparentemente banale: per chi ci crede sul serio, è come un fuoco che divora e non fa mai sentire appagati di quanto si è realizzato nella propria vita lavorativa. Non permette di dire, nemmeno a se stessi: bene, sono arrivato e non ho più niente da scoprire.

L’accordo tra due realtà così diverse come Menphis e Directa Plus non è solo la storia di un nuovo - pur importante - prodotto o l’annuncio dell’ennesimo successo commerciale che si avvicina. Racconta anche come le fiamme della curiosità e della creatività siano sempre vivaci a Como. E lo diventino ulteriormente, quando ci si incontra. Quando cioè si mettono insieme competenze diverse e affinità a partire dal medesimo. Da quella voglia di sforzarsi costantemente di superare non solo il concorrente. Perché battere se stessi suona persino meglio, in fondo.

Quando si verificano questi fattori favorevoli, o meglio quando li si va a cercare, i risultati arrivano. Non è un meccanismo facile, poiché gli ostacoli sono difficili da sradicare in questo Paese. E restano quelli che elenchiamo ogni giorno nelle storie di aziende e lavoratori. A parte le condizioni economiche generali sempre delicate, ci sono i freni che purtroppo rappresentanto l’altro “made in Italy”, per niente nobile: dalla burocrazia alla mentalità spesso chiusa nei confronti delle attività imprenditoriali, come denunciano a più riprese le associazioni (e a volte pure i sindacati).

Ma c’è una Como che riesce a camminare, e persino spedita, e che intanto guarda avanti ancora. Gilberto Menin, della Menphis, 74 anni, è felice di mostrare i prodotti ricavati con il grafene G+ e quanto ha fatto prima ancora in questi trent’anni abbondanti di impegno a Casnate. Negli occhi però gli brilla quella luce, o meglio quel fuoco appunto: sta già correndo avanti, sta già studiando la prossima avventura, pregusta la scoperta successiva e l’investimento che verrà.

Giulio Cesareo, classe ’55, ha fondato quella che ormai non si può definire start up, la Directa Plus: lo ricorda, se ce ne fosse bisogno, la percentuale di crescita del fatturato, del 1.400%. Ed è entrata in produzione, nel Parco scientiifico tecnologico di Lomazzo.

Due persone che si sono trovate (cercate, ci verrebbe da dire ancora) in un luogo di incontro come ComoNext. E se volessimo individuare un altro elemento che le accomuna, è che il loro sguardo sul futuro passa dai giovani. Cesareo se n’è circondato a Lomazzo. La Menphis ha visto entrare la seconda generazione in modo brillante e il fondatore sa come trasmettere i segreti del mestiere.

La ripresa o come la si vuole chiamare, qualcuno la sta già toccando con mano. Passa dall’export, ma non solo. La stessa Menphis vede segnali positivi dalla contrastata domanda interna.

Se si vuole vivere, crescere, non fermarsi, i due ingredienti fondamentali restano quelli indicati dalla storia del grafene. La capacità di non accontentarsi e quella di incontrarsi. La seconda, sicuramente, è la più difficile, anche storicamente per questa terra e il nostro Paese.

Non è un caso che le reti di impresa siano ancora poche e restie a decollare. Ma forse qualcosa sta davvero cambiando. Ed è affascinante vedere che questa metamorfosi venga portata avanti tra generazioni. Avanti, mai da soli.

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