La voglia di assumere
che rivela la fiducia

Non poteva mancare il momento finale con il fiato sospeso, con il ritardo della pubblicazione dei decreti relativi al Jobs Act.

Ma poco importa.Perché ciò che colpisce in questo contesto a Como, è la voglia delle imprese di sfruttare l’occasione offerta - finalmente - dal Governo.

Chi è già partito con la firma dei primi contratti, chi non vede l’ora: lo scenario lariano è questo. Si tratta di un elemento che conforta più della nuova analisi dell’Istat sul fronte dell’occupazione. Perché, come già avvenuto nei giorni scorsi sul Pil, il “più” fa piacere e giova alle speranze. A maggior ragione visto che si tratta di una statistica, non di una “profezia” come per la sorte del prodotto interno lordo nel primo trimestre 2015.

Ma la timidezza delle cifre non sprona a sorridere, non ancora. Ciò che contribuisce a tirar su il morale, è la gioia di chi vede in queste ore il suo contratto conquistare la dicitura “a tempo indeterminato”. Di chi si sente scelto per sempre, perché c’è un’agevolazione, certo, ma solo perché questa offre un po’ di respiro a un imprenditore e gli consente di puntare con maggiore forza su un collaboratore bravo.

Lo affermano da sempre, artigiani e industriali a Como: chi trova un dipendente valido, ha tutti i motivi per tenerselo stretto. La crisi non ha fatto scomparire questo concetto, ma ha reso il percorso più difficile, concretamente e psicologicamente. Aziende che puntano sulla qualità, anche per uscire da questo terribile periodo, non possono che farlo grazie allo staff giusto.

Una firma definitiva, un “tutta la vita” posto nero su bianco su un contratto, in questa fase avevano bisogno pure di un incoraggiamento legislativo. Va però ricordato che l’agevolazione offerta dal Jobs Act è importante, ma non è sufficiente.

La corsa ad assumere a tempo indeterminato chi sa lavorare bene non può avvenire solo sulla base di questo provvedimento, che resta una novella tanto buona quanto solitaria. Come ribadiscono i vertici delle associazioni di industriali e artigiani, attorno resiste il deserto. Sì, sei aiutato a operare questa fatidica assunzione, ma intanto il fisco continua a rodere, anzi a divorare apertamente quanto produci. Per non parlare delle carte che la burocrazia continua a esigere, non meno famelica.

Comunque vada, quindi, il Jobs Act non ci salverà. E paradossalmente lo dimostra proprio quanto sta avvenendo in queste ore.

È la voglia di trovare in ogni caso la fiducia, il coraggio, nelle imprese che può tirarci fuori da questo magma. È la determinazione dei lavoratori e di chi un posto purtroppo l’ha perso o vive nella precarietà, combattendo, aggiornandosi, cercando e arrendendosi mai, a fare davvero la differenza.

Oggi questa possibilità che arriva da Roma, presto la staffetta generazionale su cui Unindustria Como ha puntato lottando anche contro la consueta, rognosa burocrazia.

Sono formule conquistate, a duro prezzo, ma è per questo motivo che si può coltivare una speranza di lasciarsi alle spalle, passo dopo passo, il peggio di un periodo che ci ha tolto molto, ma non la capacità di lottare.

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@MarilenaLualdi

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