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Un danno economico di almeno 137 milioni di euro in termini di minor giro d'affari. Ma oltre alle perdite economiche il mondo del falso a Como si abbatte pesantemente anche sul mercato del lavoro: in media la produzione di prodotti contraffatti toglie dal mercato del lavoro regolare di Como almeno 250 posti di lavoro. I dati sono questi, sono cifre che, a grandi linee e sicuramente secondo una valutazione in difetto, danno comuqnue l'idea di quanto sia esteso e di quanto pregiudichi l'economia locale. Anche perché oltre a compromettere e danneggiare la produzione diretta, le conseguenze negative della contraffazione arrivano fino al mondo dell'indotto del tessile, del mobile, della pelletteria.
E anche in questo caso, secondo una prima stima, se l'industria delle false griffe a livello nazionale fanno perdere almeno 20.000 posti di lavoro regolari all'anno e la contraffazione di capi e accessori di abbigliamento costa alle imprese italiane quasi 12 miliardi di euro in un anno, l'indotto viene compromesso per almeno altri 18,5 milioni l'anno.
I dati, diffusi dall'Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza, non esitano a indicare anche che le perdite economiche complessive causate da prodotti taroccati, che sono pari a circa 50 miliardi all'anno, si sentono soprattutto in Lombardia, dove le imprese lamentano una perdita di circa 2,4 miliardi, distribuiti oltre che a Como, appunto, per 137 milioni, tra quelle milanesi (792 milioni), bresciane (396 milioni), bergamasche (223 milioni), varesine (209 milioni) e brianzole (173 milioni).
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