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COMO - È scattata la corsa alla presentazione di proposte di piani attuativi con l’obiettivo di accaparrarsi gli ultimi metri quadri disponibili. Il 31 marzo scatta la nuova normativa «fatta comunque salva la conclusione, anche agli effetti di variante urbanistica, delle procedure in corso alla data del 31 marzo 2010, per i comuni che alla medesima data non hanno adottato il pgt». Escluse restano le varianti urbanistiche finalizzate alla realizzazione di opere di interesse pubblico, di carattere sanitario, socio-sanitario, assistenziale o sociale. Su cosa significhi «procedure in corso» il presidente della commissione urbanistica Mario Lucini ha già chiesto chiarimenti al Comune poiché probabilmente non è sufficiente aver solo presentato un progetto, ma deve anche essere stata effettivamente istruita la pratica. A Lucini è stato risposto che è stata richiesta un’interpretazione autentica alla Regione della normativa, ma al momento non ci sono risposte. Gli uffici hanno visto almeno una decina di piani di recupero presentati dall’inizio dell’anno: dall’ex Binda di Lazzago a villa Feloy, da via Regina ad Albate. Le pratiche dovranno arrivare per prima cosa sul tavolo della commissione paesaggistica alla quale competerà un’analisi in prima battuta. Senza analisi preliminari da parte dell’urbanistica, difficilmente però ci saranno pareri definitivi da parte della commissione. Si tratta di piani attuativi che puntano a edificare residenze e secondo più di un addetto ai lavori è la volontà, da parte di alcune società di mettere nel cassetto volumetrie importanti prima che intervengano le norme del pgt. I piani hanno infatti una durata di dieci anni e si tratta quindi di accaparrarsi gli spazi e i volumi avendo poi tutto il tempo per intervenire. Sulla città edificabile e sulla nuova ondata di cemento però è già polemica. L’assessore all’edilizia privata Maurizio Faverio non le manda a dire: «Con i piani attuativi - dice - non possiamo già andare a sconvolgere l’impostazione del pgt prima ancora che venga approvato. Con i piani attuativi si interviene su aree che sarebbero oggetto di piano di governo del territorio e in questo modo si va a stravolgere tutto. Sono assolutamente contrario a questa corsa contro il tempo perché non si fa nulla di positivo».
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