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Tremonti a Cernobbio:
tasse, per ora niente tagli

CERNOBBBIO - Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti con il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli (Foto by Pozzoni)

CERNOBBIO Che non avesse alcuna voglia di offrire «dichiarazioni giornalisticamente rilevanti», lo si era capito non appena ha messo piede a Villa d'Este. Ma un Tremonti così restio a parlare, al di là del compito di relatore per cui era stato chiamato al forum Ambrosetti della Confcommercio, non si era mai visto. Se il collega di governo Maurizio Sacconi, in mattinata e sempre da Cernobbio, aveva detto di voler «aprire il cantiere della riforma del fisco dopo le elezioni», il ministro dell'Economia s'è detto d'accordo sulla necessità di mettere mano a un nuovo sistema che guardi anche più al federalismo, sia pure dandosi tempi più lunghi. «Dobbiamo fare la riforma fiscale, lo sappiamo: credo che due o tre anni sia il tempo giusto, discutendo con tutti», è stato  l'impegno di Tremonti di fronte alla platea della Confcommercio. Del resto, «l'attuale sistema fiscale è stato disegnato negli anni Sessanta e messo in legge negli anni Settanta, poi continuamente rattoppato e non so con quanta efficacia. Il sistema deve essere modificato, è impossibile continuare con un sistema di mezzo secolo fa. E se il sistema attualmente in vigore è stato studiato in otto anni, credo che due-tre anni sia il tempo giusto per mettere a punto la riforma, discutendo con tutti». Quali siano i criteri Tremonti non lo ha detto, accennando solo al fatto che «bisogna allinearlo al sistema economico e sociale del Paese». Il tema è delicato: la riforma fiscale è stata la prima richiesta anche dei commercianti, schiacciati dalle tasse.

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