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Decine di lettere, commenti sul sito Internet del giornale «La Provincia», messaggi su «Facebook». Dopo l’abbattimento del cedro davanti al Teatro Sociale, esplode la rabbia di chi avrebbe voluto salvare la pianta. Reazioni che Elisabetta Patelli, responsabile provinciale dei Verdi e capofila della protesta iniziata nel 2006, commenta così: «Quello che sta accadendo in queste ore dimostra che non erano solo dieci ecologisti a opporsi al taglio dell’albero. Sono migliaia i cittadini che non condividono la scelta del Comune. Ormai il danno è stato fatto, ma intendiamo comunque portare la vicenda in consiglio comunale. La mozione che avevamo predisposto - spiega Patelli - verrà discussa lunedì sera (domani, ndr) anche se, a questo punto, il tema diventa un altro. Vogliamo discutere dell’atteggiamento tenuto dall’amministrazione, che non ha minimamente preso in considerazione le proteste di tanti comaschi e ha ostentato sicurezza, salvo poi far abbattere la pianta di notte». E domani sera i cittadini contrari al taglio del cedro si presenteranno nuovamente nell’aula di Palazzo Cernezzi: «I responsabili sono il sindaco e la giunta, l’assessore Caradonna è stato un mero esecutore - dice Patelli - e mi dispiace che abbia subito minacce».
Intanto, sebbene il cedro non ci sia più, su «Facebook» continuano ad aumentare gli iscritti al gruppo «Salviamo il cedro di Piazza Verdi». Sono arrivati a 725 e sul sito compaiono 75 messaggi, quasi tutti all’insegna dell’amarezza e della delusione. Non mancano le autocritiche («dovevamo essere più incisivi e agire prima», scrive Mariarosa) ma c’è anche chi si lascia andare a pesanti insulti nei confronti degli amministratori locali. Patrizia Signorotto, invece, è l’autrice di una delle tante lettere giunte in redazione: «L’arroganza dimostrata nel non voler sentire le proteste, nel non voler discutere e nel risolvere il problema di notte - scrive - fa paura. La questione era stata posta in modo civile, con duemila firme e un presidio pacifico in consiglio comunale. Mi sono trasferita a Como da un anno e mezzo e sono preoccupata dal primo approccio avuto con l’amministrazione della città». Sul sito de «La Provincia» (www.laprovinciadicomo.it), Antonella scrive: «È frustrante vedere che chi ci rappresenta, per poter vincere a tutti i costi, evita il confronto democratico».
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Claudio Abbado, per tornare a dirigere alla Scala su invito della Moratti, ha chiesto in cambio di piantare 90.000 alberi a Milano. Poiché è così che ragionano gli uomini di cultura. E chi dice di occuparsi di problemi più importanti di un grande albero monumentale, lo dica a questi amministratori!
Per la terza volta provo a esprimere il mio dissenso per l'azione svolta furbescamente e pavidamente dal comune. Hanno fatto un grave danno ai cittadini che come me ha visto l'albero crescere da quando lo avevano piantato. Hanno ignorato le proteste di tanti cittadini e usato sistemi da governi totalitari. Speriamo che non sia un inizio. Comunque avrei visto volentieri coinvolte le assoc. ambientaliste variees.:WWF, Italia Nostra. LIpu ecc. Peccato non resta che protestare per il vile modo di comportarsi dei ns. amministratori. Anzi Vostri dato che vivo a Trento da più di trent'anni.
La morte del cedro (12.6.2009) Ero tutto solo in quella piazza ero sano, forte e ancora bello ma alcuni odiando la mia razza decisero di portarmi al macello. E così alle cinque di mattino mi linciarono furbescamente lascio un vuoto … cretino un vuoto… per COMO perdente. Qualcuno sulla piazza una grande parola ha scritto per la gente che langue che rimanga per sempre sola sola a dire VERGOGNA col rosso sangue. Davo un tocco di grazia e signorilità ad uno spazio or come ora assurdo ma nella mente dell’umana imbecillità ci stan solo SOLDI, POTERE e … CEMENTO. Viva il cedro morto per insensibilità e inciviltà. (qualcuno disse: “ma è solo una pianta!!!” no comment! Sic! Sic!) Angelo Ostini / Maslianico 14.6.2009
Peccato che al contrario di quanto vada affermando l'assessore Caradonna, che adesso accusa e addebita alle minoranze la responsabilita' dell'abbattimento del CEDRO, e' ben dal 2006 che si raccolgono firme per cercare di NON ABBATTERE la pianta di piazza Verdi... http://www.vivereacomo.com/2006/07/12/le-petizionisono-come-le-ciliege/ come viene riportato nel suddetto articolo. E comunque di tutta questa storia se ne deve fare in primis una questione di BUON SENSO. Tutti sappiamo, anche non avendo in saccoccia alcun titolo di AGRONOMO, quanti e quali benefici apporta ad un'area pedonale la presenza di una pianta(..e sottolineo una PIANTA, non di aiuole e aiuolette). Evidentemente a quest'amministrazione oltre al senso civico, all'educazione civica, al rispetto e alla democrazia manca soprattutto buon senso...CHE SCHIFO!
Non sono d'accordo con le critiche all'assessore e alla giunta. Intanto perchè secondo me è migliorato il prospetto della piazza; oggi si può ammirare sia la facciata del teatro che l'abside del Duomo e in questo modo si è creato un angolo architettonico praticamente unico...faccio un altro esempio: il monumento a Volta dei giardini a lago non è valorizzato come dovrebbe perchè sono state piantate intorno le querce..è come se alla fontana di Trevi si piantassero delle piante...l'unico rammarico è che il cedro in questine poteva essere salvato piantandolo da un'altra parte. Critiche? Il comitato dei No si è mosso troppo tardi. Vere le critiche, ma cosa si è fatto per impedirlo? Facebook??? Le critiche bisogna svolgerle in piazza non seduti comodamente a casa!! Le minacce all'assessore?? Vergognoso, sono da condannare!! Si sapeva dal 2006 che il cedro si sarebbe tagliato!!! Sveglia un pò prima! Grazie.
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