Erba sintetica, cristalli e cancelli
Un lungolago da 340mila euro

Depositato in Comune il progetto di Gianluca Zambrotta per la riapertura provvisoria della passeggiata a lago di Como, nel tratto compreso tra piazza Cavour e i giardini.

COMO Depositato in Comune il progetto di Gianluca Zambrotta per la riapertura provvisoria della passeggiata a lago, nel tratto compreso tra piazza Cavour e i giardini. Mancavano meno di dieci minuti alla scadenza del termine fissato dall'amministrazione (le 13 di ieri) quando Gianmarco Martorana, uno dei due architetti che hanno messo a punto la proposta del calciatore, è arrivato a Palazzo Cernezzi per presentare la documentazione. Nessun altro progetto è stato consegnato (la cordata delle categorie due giorni fa aveva deciso di ritirarsi, contestando i requisiti fissati dal Comune e ritenendo insostenibile il rapporto costi-benefici). Ora toccherà a un'apposita commissione il compito di valutare se la proposta rispetti o meno le condizioni riportate nel recente bando. Nominata dal direttore generale Nunzio Fabiano, la commissione si è già riunita ieri una prima volta ed è composta dai due dirigenti comunali che stanno seguendo il cantiere delle paratie (Antonio Ferro e Antonio Viola) e dal responsabile del settore Mobilità Pierantonio Lorini. «La verifica sulla qualità progettuale della proposta - ha spiegato il Comune - sarà invece svolta dalla giunta», entro la fine della settimana. A quel punto, in caso di responso positivo, i lavori per la sistemazione del lungolago potranno partire (l'obiettivo è riaprire la passeggiata entro il 10 giugno).
Che cosa prevede il progetto di Zambrotta e della sua società Young Boys? L'ha spiegato, subito dopo aver consegnato i documenti in Comune, lo stesso Martorana (architetto di San Fermo), che ha lavorato insieme al collega Alessandro Neri: «Si tratta di una soluzione semplice e innovativa - ha detto - Non ci saranno campetti da calcio, ma aree dedicate al gioco e utilizzabili per eventi o manifestazioni. Poseremo per tutta la lunghezza e la larghezza dell'area una superficie polivalente in erba sintetica e l'area sarà quindi interamente calpestabile. Questa specie di enorme tappeto verde si srotola velocemente e poi si potrà arrotolare al termine del periodo di apertura (metà ottobre, ndr). In questo modo rispetteremo la richiesta del Comune di riconsegnare l'area nelle condizioni iniziali. Il verde - ha aggiunto Martorana - sarà quasi tutto artificiale, ad eccezione di una fascia compresa tra il filare dei tigli e il canale di drenaggio. Abbiamo fatto questa scelta sia per rendere interamente fruibile l'area sia per esigenze tecniche, legate alla permeabilità dei suoli e alla presenza delle vasche. Il verde naturale avrebbe compromesso la stabilità del terreno, si sarebbero potuti creare dei dissesti dovuti alla presenza di acqua stagnante sotto la superficie. Con questa superficie, invece, prevediamo la messa in opera di uno strato drenante che convoglia tutta l'acqua verso un canale di scolo che corre lungo tutto il filare dei tigli ed è in grado di smaltire l'acqua all'interno della tombinatura esistente. Dove sono previsti i maggiori flussi pedonali, l'erba sarà bassa, mentre in altre zone è prevista una superficie con erba più alta, comunque calpestabile».
Michele Sada
Gisella Roncoroni

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