Giovedì 30 giugno 2011

Intrigo internazionale in dogana
Condannati due giapponesi

COMO - Gli uomini del mistero, dovessero decidere di ripassare dall'Italia, rischiano di doversi fermarsi per alcuni anni: in carcere. Mano pesante del giudice, Valeria Costi, nei confronti dei due giapponesi protagonisti del clamoroso intrigo internazionale che due estati fa portò al sequestro di ben 134,5 miliardi di dollari in bond Usa. Akihiko Yamaguchi e Mistuyoshi Watanabe, 52 e 62 anni, i due cittadini giapponesi intercettati agli inizi di giugno 2009 alla stazione internazionale di Chiasso dopo essere scesi da un treno regionale proveniente da Como San Giovanni e visti aggirarsi con fare sospetto con una valigetta in mano, sono stati condannati a tre anni e mezzo di reclusione per aver tentato di "contrabbandare" titoli di credito ritenuti falsi. Ovviamente gli uomini del mistero non erano in aula per sentire la sentenza di condanna a loro carico.
In udienza preliminare aveva a suo tempo patteggiato un anno e quattro mesi con la condizionale, invece, Alessandro Santi, il 73enne di Carimate coinvolto nel giallo dei 134,5 miliardi, il quale aveva annunciato di parlare in aula per raccontare la sua verità e che, invece, ha poi scelto la via del silenzio, lasciando il mistero attorno a un sequestro che si è trasformato in un autentico intrigo internazionale che aveva anche rischiato di creare non poche tensioni addirittura tra l'amministrazione Obama e il governo giapponese.
Su quel tesoro (la maggior parte dei titoli di credito risaliva agli anni Trenta e sembrava palesemente contraffatta, ma una decina di Kennedy bond da un miliardo l'uno, emessi addirittura nel 1998, ad alcuni commentatori statunitensi erano sembrati autentici, non così l'aveva pensata gli uomini dell'Intelligence statunitense) si rincorsero moltissime voci, a cominciare dal fatto che alcuni di questi fossero effettivamente veri e che il governo nipponico avesse deciso di sbarazzarsene a causa dei venti di crisi provenienti dagli Usa. L'inchiesta aveva portato a ipotizzare che - veri o falsi che fossero - quei bond fossero diretti a Ginevra.
Nella città elvetica, che com'è noto è un centro affollato da centinaia di organizzazioni internazionali, uffici e pure il quartier generale dell'Onu nel Vecchio Continente, Akihiko Yamaguchi e Mistuyoshi Watanabe avevano già fissato un appuntamento per piazzare la loro carta. Tutto sfumato nel corso di un normalissimo controllo da parte di un finanziere in servizio alla stazione internazionale di Chiasso. Gli Usa hanno quindi bollato come falsi i bond e per i due giapponesi, scomparsi dall'Italia alla velocità della luce, è giunta la condanna a tre anni e mezzo di reclusione.

p.berra

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