Sabato 23 febbraio 2013

Caccia alla casa nel Comasco
Più facile lavorare in Svizzera

COMO Caccia alla casa nella fascia al confine con la Svizzera. Per diventare più facilmente frontalieri, ma non solo.

Italiani con gli autobus oltre confine, in comitiva, a cercar lavoro.  E una volta trovato, a chi viene da lontano conviene insediarsi nei Comuni comaschi di confine, farsi frontaliero esentasse in Italia: è il fenomeno in corso. Con il rischio dormitorio che incombe: le energie sono tutte al di là del valico.

« Il dramma è che non solo i lavoratori si spostano in Canton Ticino, perché in Italia non c'è lavoro. Ma anche le imprese », premette Ambrogio Guffanti, titolare della Spa di costruzioni Guffanti A. che ha realizzato numerosi edifici civili e industriali tra la Bassa e le colline comasche.

«Riceviamo richieste di aziende per ritirare il capannone che abbiamo costruito per loro negli anni scorsi, nelle zone di confine in cui l'esigenza di edifici industriali era molto alta: adesso se ne vanno in Svizzera, meno problemi e più certezze - spiega Guffanti - E non solo aumentano i lavoratori che cercano case nella fascia di frontiera, ad un passo dal posto di lavoro in Canton Ticino. Ma i ticinesi chiedono di abitare qui: a parità di soldi, comprano il doppio».

Uggiate Trevano è un Comune che richiama particolaremente: dieci anni fa contava 3.863 abitanti, adesso ne conta 4.451, il 13% in più.

Ma non solo. « Da tempo, ho richieste di affittanze per frontalieri - afferma Ombretta Figini, titolare di un'agenzia - di fronte ad un calo dell'utenza normale. Richieste provenienti anche da zone limitrofe alla fascia frontaliera».

m.lualdi

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Commenti (2) Regolamento Commenti: Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito. I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati. Accedi per commentare
gogators scrive: 25-02-2013 - 04:17h
Sono in parte d’accordo! Da ragazzino 35 anni fa’ c’erano molti frontalieri,nel corso degli anni sono diminuiti; per il semplice motivo che siamo cresciuti a livello competitivo.Poi abbiamo deciso di far parte dell’Europa, e’ nata l’Euro, tanto entusiasmo ed ero d’accordo...Vedendo quello che sta’ capitando a noi alla Grecia alla Spagna ed altri stati UE, forse non e’ solo colpa dei nostri politici (seppur penosi), forse L’Europa e’ stato una scelata sbagliata. Di sicuro condiziona le nostre scelte solo per il fatto che la Merkel dice di votare Monti...Ricordo il colpo d’inflazione apppena e’ nata l"Euro: caffe’ da mille lire ad 1 Euro il doppio!mi dicevo che bisogna avere pazienza.....Mi domano se e’ troppo tardi per fare marcia indietro?
cabass scrive: 23-02-2013 - 18:58h
"Rischio dormitorio" non direi, se non altro perché i frontalieri, una volta usciti dagli uffici e dalle fabbriche, corrono in fretta e furia verso la dogana. Infatti al di qua della frontiera fare la spesa, andare in palestra, al cinema o al ristorante costa la metà e la qualità di questi servizi è spesso pari se non addirittura superiore a quella offerta in Ticino. In ogni caso, però, non si può accettare di permettere alle nostre attività produttive e ai nostri migliori lavoratori di contribuire alla ricchezza altrui in cambio di insulti e disprezzo. Chissà se i governi nazionali e regionali che saranno prossimamente eletti, sapranno occuparsi della questione... Ne dubito!